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Davide Astori, il capitano della Fiorentina morto domenica quattro marzo nel sonno mentre si trovava in ritiro con la sua squadra a Udine in attesa di giocare la partita di campionato che si sarebbe svolta nel pomeriggio, è deceduto a causa di una “morte cardiaca verosimilmente su base bradiaritmica”

In altre parole il suo cuore avrebbe rallentato fino a fermarsi, il tutto per cause presumibilmente naturali.

Si tratta del primo responso dell’autopsia eseguita dal direttore del Centro di patologia vascolare dell’Università di Padova Gaetano Thiene e dall’anatomopatologo Carlo Moreschi, professore di medicina legale presso l’Università di Udine.

In effetti sono molti gli sportivi, come probabilmente lo stesso Astori, che sono “affetti” da bradicardia

Non si tratta di una patologia ma semplicemente di una frequenza cardiaca al di sotto del normale che consente però di sottoporsi a sforzi prolungati sopportando più facilmente la fatica. Anzi, nel caso di molti sportivi, viene considerata una fortuna perché predispone alla sopportazione dello sforzo fisico. In particolare alcuni ciclisti possono avere un battito ben al di sotto della soglia considerata normale di 70 pulsazioni al minuto: pare che Miguel Indurain, al risveglio, ne facesse registrare 28 e Marco Pantani 34-36. Lo stesso campionissimo Fausto Coppi ne aveva circa cinquanta anche quando era in bicicletta.

In ogni caso, il Procuratore capo di Udine, che ha disposto la restituzione della salma alla famiglia per i funerali che si svolgeranno a Firenze nella mattinata di giovedì otto marzo, ha dichiarato che “soltanto tra sessanta giorni, quando avremo la diagnosi definitiva, si potrà dire con certezza che non ci siano state cause che potevano essere riconoscibili o cause esterne di qualche tipo”.


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