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C’è chi, per scegliere un ristorante in una località che non conosce, scruta i parcheggi per verificare la presenza di camionisti (considerati esperti di cucina con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo).

Altri si affidano ai consigli degli agenti di commercio, sempre in giro e dunque con una approfondita conoscenza dei diversi locali.

Le guide offrono generalmente un panorama di ristoranti di alto livello con prezzi poco accessibili. E poi, in una città turistica, esiste sempre il rischio di cucine predisposte senza troppa cura per chi ha fretta, per gruppi attirati dai monumenti e non dai piatti.

Un criterio di scelta, in una città come Firenze, può essere quello di verificare la presenza di clienti fiorentini. Non turisti mordi e fuggi ma avventori abituali che conoscono ed apprezzano il locale e la sua cucina.

Come alla Trattoria Al Trebbio, a due passi da Santa Maria Novella. La strada, Via delle Belle Donne, riporta ai tempi in cui erano attive alcune rinomate Case di piacere. Ma il piacere, ora, è riservato al sedersi a tavola per assaporare la cucina tradizionale fiorentina.

La differenza, tra il cliente locale ed il turista, è nella quantità dei piatti che si scelgono. Chi deve affrontare musei e palazzi non può affrontare un pranzo completo, dall’antipasto al dolce, ma ritrovarsi ai tavoli vicini commensali fiorentini che si concedono di tutto e di più rappresenta una sorta di garanzia di qualità e di digeribilità.

La scelta non è infinita, ma decisamente ampia. A partire dagli inevitabili crostoni toscani e dalla bruschetta, dai salumi locali, per passare alla ribollita ed alle crespelle, ma senza dimenticare le paste proposte in varie preparazioni come i ravioli di chianina.

Ovviamente, parlando di chianina, non può mancare la bistecca alla fiorentina che viene proposta anche per una sola persona (in genere bisogna essere almeno in due a sceglierla). E non manca neppure la trippa ed il dotto. Ma si può variare anche sul pesce, puntando sul baccalà.

Per chi se la sente, esiste anche una fornita lista di dolci rigorosamente non industriali ma preparati nella trattoria.

E chi non se la sente non può comunque rinunciare ai cantucci con il Vin Santo.

Buona la carta dei vini ed assolutamente abbordabile il conto.

Servizio rapido e simpatico, da trattoria di qualità senza voli pindarici non richiesti. Val la pena fidarsi dei “maledetti toscani” quando scelgono un ristorante.


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