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Il miele conquista un altro podio: è il terzo prodotto alimentare più adulterato al mondo. Un risultato di cui i consumatori avrebbero fatto volentieri a meno.

E anche per questo la piccola Slovenia si è impegnata per far riconoscere il 20 maggio di ogni anno come giornata mondiale delle api.

Lo ha ricordato Bogdan Benko, ambasciatore sloveno in Italia, intervenendo a Pergine Valsugana (Trento) ad una festa del miele e degli apicoltori, organizzata dal centro studi Vox Populi e dal think tank Il Nodo di Gordio nell’ambito del workshop dedicato quest’anno al cibo ed al suo valore anche geopolitico.

E Costantino Moretti, analista internazionale, ha rammentato che la relazione del Parlamento Europeo ha sostenuto che è in particolar modo la Cina ad esportare miele adulterato.

Arrivano in Europa, ed anche in Italia, prodotti realizzati solo in parte con il miele e persino confezioni di prodotto spacciato per miele che, in realtà, non hanno nulla a che fare con le api e con la loro attività.

D’altronde le importazioni sono indispensabili dal momento che la produzione europea copre solo il 60% della richiesta del Vecchio Continente.

Questo spiega anche perché manchi quasi completamente un’azione di marketing a favore del miele italiano ed europeo. La produzione locale viene venduta interamente e rapidamente e, dunque, manca lo stimolo a promuovere la qualità ed a rimarcare la differenza con i prodotti esteri.

Ma l’attenzione dei consumatori cresce perché, ha aggiunto Benko, aumenta la consapevolezza dell’assoluta indispensabilità delle api. Come sentinelle della salute ambientale, come responsabili dell’impollinazione, come garanti della conservazione della biodiversità.

Per questo, per far crescere ulteriormente questa sensibilità, è importante avere una giornata mondiale delle api come avvio di un processo per la tutela delle api e dell’ambiente. E per lo stesso motivo, ha affermato l’ambasciatore sloveno, è importante che ci siano opportunità di incontro tra i rappresentanti della Slovenia, dove operano più di 10mila apicoltori, con una città amica delle api come Pergine Valsugana dove il Copi (Consorzio operatori Pergine iniziative) ha organizzato una manifestazione nelle vie cittadine per coinvolgere la popolazione sui temi delle api e del miele.

Elena Belli, presidente dell’associazione apicoltori Valsugana e Lagorai, avverte che l’attività dei 360 apicoltori locali è messa in pericolo dall’arrivo di agenti patogeni dall’estero che, in Italia, non trovano antagonisti in grado di eliminarli.


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