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È vero che aumentano gli appassionati di montagna invernale che non sciano, ma per tutti quelli che amano le discese il massimo è poter dormire in un hotel posto direttamente sulle piste.

Ma che sia anche raggiungibile in auto. Difficile, non impossibile. E infatti a Sauze d’Oulx, sulle montagne olimpiche torinesi, lo Chalet del Sole offre tutto questo.

Posto a 1.500 metri, ci si arriva in auto anche d’inverno (con comodo parcheggio) e si può scendere direttamente sulla pista di fronte.

Non il classico, ma scomodo rifugio alpino, bensì un tre stelle che può viziare gli ospiti. Non soltanto quelli che occupano i 26 posti letto ma anche tutti gli appassionati sportivi che lo raggiungono per un pranzo.

La nostra – spiega Nicolò Besson che con il fratello Daniele gestisce lo Chalet ed anche il rifugio Clot Bourgetè una cucina tipica di montagna, tra polente e tartiflette senza dimenticare la fondue”.

La clientela, in precedenza composta quasi esclusivamente da inglesi, sta cambiando con arrivi da tutta l’Europa del Nord e dall’Italia.

Una clientela famigliare, anche perché a 20 metri c’è un parco giochi sulla neve per i bambini mentre l’albergo dispone di un solarium per chi preferisce abbronzarsi senza sciare”.

I coperti, all’interno, sono circa 150 ed altri sono all’esterno. D’altronde sono numerosi gli appassionati dei prodotti a km zero proposti dallo Chalet del Sole.

I Besson “2.0”, figli del celebre discesista della Valanga Azzurra, già in estate scelgono dai margari i formaggi che arrivano in tavola in inverno. E poi le polente in ogni versione: bramata, concia, con salsiccia, cervo. Senza dimenticare le “quagliette” che non sono piccole quaglie ma una sorta di canederli locali a base di pane e patate con formaggio e speck.

E se lo Chalet del Sole rappresenta il compromesso ideale tra sport e comodità, il rifugio Clot Bourget è riservato agli sciatori o a chi ama la motoslitta.

Situato a 2.000 metri, su una delle più belle ed impegnative piste della Via Lattea (era qui, sulla Moncrot, che si allenavano Piero Gros e Giuliano Besson), offre solo il servizio ristorante. Non soltanto durante il giorno ma anche per cene sempre più richieste. Qualcuno si ferma alla fine della giornata di sci per un aperitivo in attesa della cena, altri arrivano più tardi con le motoslitte. E al termine si scende in paese sciando con le torce elettriche frontali – che hanno sostituito le più romantiche ma problematiche fiaccole – oppure di nuovo in motoslitta.

Discese ancor più fantastiche quando c’è la luna piena.

Durante il giorno, invece, il rifugio attrae soprattutto ragazzi, con musica a tempo pieno sin dal mattino e con un pizzaiolo che prepara tutto direttamente, evitando accuratamente le pizze surgelate.


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