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Cesare Grandi non ha (ancora) una stella Michelin ma quando varcherete il cancello della Limonaia, in via Ponzio 10 a Torino, vi accorgerete che si tratta di una dimenticanza della guida rossa

Qui si fa alta cucina, con prodotti di assoluta qualità interpretati in modo innovativo ma intelligente da un giovane grande chef.

Il quartiere è semiperiferico e questa è già una scelta coraggiosa. Si supera il cancello e ci si ritrova in un giardino nascosto.

Ma le sorprese vere sono quelle a tavola.

A cominciare dai preantipasti dove vi accorgerete dell’inventiva di Cesare e della sua capacità di amalgamare alla perfezione sapori che potevate ritenere inconciliabili. Ostrica, melograno e zenzero; patata, capocollo, peperone arrostito, kimchii; uovo d’oca, asparagi selvatici, girasoli, aioli, pastis. Solo per offrire una prima idea.

Si prosegue con la stessa logica, tra piatti non solo buoni e saporiti, ma anche belli da osservare, vere creazioni artistiche che quasi dispiace distruggere. Accompagnati da grissini preparati dallo chef e che rappresentano una tentazione continua a cui cedere con soddisfazione.

Antipasti sfiziosi come cardo, animella d’agnello, bagna cauda e canestrello; seppia, rucola selvatica, cedro; guancia di razza, aglio nero, parmentier di patate; crème brûlée di rape e lumache.
Sempre con un giusto equilibrio tra sapore e innovazione.

Il vero problema è scegliere tra le proposte. Meglio i tagliolini con capra di montagna ed il suo brodo o il risotto con Marsala, tonno di Favignana e bottarga?

E come secondi si punta su colombo, granoturco e cicoria o sullo scorfano con gli intingoli della zuppa di pesce? Ma si può rinunciare al baccalà al latte con polenta bianca e caramello di aglio? O alla carne di vicciola, fassone allevato a nocciole, uno dei pochissimi ristoranti a poterlo proporre.

Di sicuro come dolce non si può ignorare l’uovo rotto con la crema gelata e i colori dei fiori. Un vero capolavoro di creatività e che richiede anche l’abilità del personale in sala per essere servito nel migliore dei modi. Ma anche le altre proposte del dessert meritano un assaggio.

Il tutto, ed è naturale per un locale di questo livello, accompagnato da grandi vini, dal preantipasto al dolce. Fatevi guidare da Eleonora, sommelier giovane ma di grande competenza, in grado di illustravi le caratteristiche di ogni vino e di suggerire il perfetto abbinamento.

Tra l’altro La Limonaia è stata scelta come ambasciata italiana della Confrérie des Gastronomes de la Mer e Compagnons du vin, per cui potete anche avere a disposizione il miglior Muscadet.

I prezzi sono medio alti, ma decisamente al di sotto di quello che si potrebbe pensare in rapporto alla qualità di ciò che si è gustato. Meglio approfittarne prima che gli ispettori Michelin se ne accorgano e premino La Limonaia con la meritata stella.

Il locale è aperto la sera e anche a pranzo la domenica.


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