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Tradizionalmente la Piola, a Torino e in Piemonte, era la trattoria a buon mercato dove si mangiavano piatti del territorio, quelli meno raffinati ovviamente, dove si beveva del vino decoroso e dove i commensali erano degli habitués che si ritrovano per una partita a carte magari accompagnata da qualcuno che suonava e cantava.

Tutto questo è sparito, con i ritmi e le assurdità del mondo contemporaneo.

Torino è in declino, ma che non porta neppure a riscoprire ciò che potrebbe accompagnare dolcemente la caduta.

Però qualcosa si è salvato. Esistono ancora locali dove è possibile mangiare bene, a poco prezzo, i piatti della tradizione.

La Piola d’le 2 sorele (delle due sorelle) è uno di questi luoghi. Situato a fianco del parco del Meisino, in un quartiere periferico a ridosso del Po e quasi al confine con San Mauro, deve il nome alle due sorelle Gessica e Susanna, guidate dal padre Gianni. L’indirizzo, Strada del Pascolo 61, indica già le antiche caratteristiche della zona.

Un locale spartano ma accogliente, come i piatti che preferiscono la sostanza all’apparenza.

La scelta è ampia, d’altronde la cucina piemontese, soprattutto nei mesi dall’autunno alla primavera, è caratterizzata da un’offerta pressoché infinita.

Ovviamente non può mancare la bagna caoda, come non mancano la salsiccia di Bra, il vitello tonnato, i peperoni con le acciughe, i tomini e la lingua al verde. Potrebbe già bastare, per una cena da fighetti attenti alla linea. Ma siamo solo agli antipasti.

E si prosegue con i classici primi piemontesi, dai tajarin agli gnocchi, dagli agnolotti ai risotti.

Chi ce la fa, ma non sono in tanti, può scegliere un secondo spaziando tra arrosto e lumache, tra la trippa con fagioli ed il capretto, tra la tagliata di vitello e i funghi fritti o il cosciotto di maiale.

In teoria bisognerebbe lasciar un po’ di spazio per i dolci, che meritano lo sforzo. Panna cotta e bonet, pesche ripiene e torta di mele ma, soprattutto, lo zabajone.

Il tutto accompagnato da vini di marca o da uno sfuso assolutamente gradevole.

Con digestivi tradizionali, come il grigioverde, a chiudere la serata.

Il problema è che il conto è basso, decisamente basso. A pranzo persino di più. E questo crea difficoltà per trovare posto. Inoltre si rischia di ritrovarsi vicini a comitive rumorose e fastidiose che rovinano il piacere di una serata di buon cibo a prezzi iperpopolari.

Meglio prenotare, anche per chiedere un tavolo defilato 0112732370.


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