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Settembre. Dopo i primi temporali – spesso furiosi – il clima s’irrigidisce. Le giornate s’accorciano, inesorabilmente.

E seppur con un filo di malinconia, pur ancora riservando splendide giornate, l’estate s’appresta a passare il testimone all’autunno. Talvolta in anticipo sul calendario astronomico.

Ma non tutto è male. Ciò contribuisce a riportare alla mente – ma soprattutto al palato – specialità tipiche delle stagioni più fredde.

Una di queste è senz’altro la “Mostarda di Voghera”. Davvero senza tempo. La sua produzione, infatti, è documentate fin dal ‘400 del millennio scorso. Grazie ad un notevole “battage” mediatico commerciale, in quanto a fama è probabilmente stata superata da un prodotto quasi analogo prodotto in quel di Cremona, reperibile tranquillamente nei punti vendita della Grande Distribuzione. Mettendo la “nostra” in una posizione forse di secondo piano. Ma la qualità, fidatevi, è un’altra cosa.

Ma suvvia, in che consiste il segreto di questa leccornia? Per farla breve, nella decantazione di frutti di primissima scelta in sciroppo di glucosio. Con delizioso e piccante retrogusto di senape (curioso: in inglese quest’ultima dicesi “mustard”). Troveremo quindi ciliegie, pere, albicocche, fichi, melone, zucca bianca, mandaranci, limoni, arance, cedro e marroni. Un’autentica prelibatezza.

Nemmeno si può dire che la medesima sia confinata nell’orticello della propria zona di produzione. Per dirne una, anzi due: accoppiamento ideale avviene con specialità in cui il Piemonte fa sicuramente la “parte del leone”. Ovvero formaggi e carni, con particolare riguardo per i bolliti.

La produzione non è illimitata. Negozianti che intendano rifornirsene di una certa quantità devono effettuare gli ordini con congruo anticipo. Solitamente il “boom” avviene nel periodo di Ognissanti. Durante il quale è usanza consumare parti di maiale, ovviamente bollite.

Tra le altre cose, il produttore (artigianale) in città è rimasto praticamente uno solo. Per cui nemmeno si può parlare di strisciante pubblicità a scapito di altri. Vale a dire l’azienda “Pianetta di Barbieri”.

La presentazione di questa delizia avviene in vasetti di vari formati. Ma anche in “vaschette”, per la vendita sfusa. Ovviamente non si trova nei supermercati. Ma è tranquillamente reperibile presso una buona e luccicante salumeria e/o gastronomia. Genere d’attività, grazie al Cielo, ancora ben presente in un’importante città come Torino. Semmai si tratta di fare il sacrificio di una spesa relativamente superiore. In ogni caso, fidatevi. Le salse piccanti di frutta monotematiche – vale a dire d’un unico frutto – sono di una “bontà metafisica”…

Buon appetito.


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