fbpx
Usarci


Filetto di baccalà, crema di frutto della passione e cioccolato bianco Valhrona

Per raccontare un ristorante in genere non si parte da un secondo piatto ma nel caso di Giudice, in Strada Comunale Val Salice 78 a Torino, serve per illustrare il profondo, e positivo, cambiamento intervenuto in quello che era un ristorante di riferimento per la buona borghesia subalpina negli anni 60 e 70.

La storia del locale, sito sulla collina torinese ma a pochi minuti dal centro della città, inizia nel 1944 quando la famiglia Giudice diventa proprietaria del vecchio Parador. Un ristorante di qualità che diventa una tappa obbligata negli anni del boom e anche in quelli successivi. Il luogo dove portare a pranzo i bambini per la loro prima uscita in società, dove si incontrano politici in cerca di riservatezza e coppie in cerca di una serata romantica.

Poi, però, le mode hanno portato alla ribalta altri ristoranti, altre filosofie culinarie.

Dal 2001 l’attività è stata rilevata dagli chef Carmelo Damiano e Marco Granato che avevano la gestione del ristorante 10 anni prima. “Portiamo in tavola – spiegano gli chef – la modernità con un pizzico di tradizione e la tradizione con una spolverata di modernità”.

Il risultato è decisamente positivo con offerte che spiazzano al momento dell’ordinazione ma che soddisfano ampiamente quando si passa all’assaggio

Il primo punto forte di Giudice è rappresentato dalla scelta attenta delle materie prime. E poi anche dalla capacità non solo dei due chef ma anche dei ragazzi che li aiutano, individuati tra le eccellenze dell’Alberghiero Colombatto.

Si può così spaziare da una provocatoria carne cruda battuta al coltello alla milanese (dove la carne cruda è ricoperta in superficie da una crema di zafferano e midollo) sino al petto d’anatra di Barbarie Selecta al fieno su camouflage. Carni e pesci, perché la clientela torinese è ormai appassionata anche del buon pesce. Con interessanti contaminazioni meridionali anche nei piatti più nordici.

Buona la carta dei vini e prezzi alla carta medio-alti con menu degustazione da 40, 50 e 60 euro.

Impeccabile il servizio ed accoglienti le sale con la possibilità di un locale piccolo per incontri più riservati.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



Peccati di gola

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST