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Beviamo italiano! È stata sufficiente un invito di questo tipo per far sì che i politici di tutti gli schieramenti disertassero la splendida serata che la Cocchi ha dedicato alle polibibite del futurismo.

Una serata organizzata in quella che, negli Anni 30, si chiamava Futuropoli e che ora è solo la declinante Torino.

La città che ha accolto la Taverna del Santopalato, che ha ideato la chiesa, mai realizzata, dove bere e pregare, dove svettava la Torre Littoria come primo esempio di grattacielo.
E dove ora gli assessori alla Cultura, all’Industria, all’Agricoltura, al Commercio, hanno paura di farsi vedere in una manifestazione che celebra il buon bere italiano.

Le polibibite come alternativa ai cocktail, tutte rigorosamente a base di prodotti di marche italiane. Non solo Cocchi, ma anche Tassoni, Vecchia Romagna, Alpestre, Luxardo, Nardini, Strega, Fabbri, Pallini, Campari, Vov.

Se negli anni 30 l’autarchia nel bere era imposta dalle inique sanzioni, ora può essere una libera scelta. Anche coraggiosa, considerando il fastidio che una serata di questo tipo provoca ancora nei politici abitualmente onnipresenti.

Chissà, forse loro non apprezzano che il globalista bartender venga definito miscelatore futurista. E chissà le fughe a cui sarebbero stati costretti nell’ascoltare un divertente fisarmonicista intonare la marcetta dell’Ardito Miscelatore. Non è scattato nessun saluto strano e nemmeno un alalà, ma meglio prevenire e non presenziare.

Chi invece, arditamente e rapidamente, ha osato l’inosabile ed ha affrontato impavido la sfida delle polibibite, ha potuto sperimentare abbinamenti insoliti, azzardati ma che, in quasi tutti i casi, si sono rivelati azzeccati.

Grappa, Barolo chinato, Vov, Mistrà Pallini, Strega e rondelle di banana per una polibibita da guerrainletto (Lelettrodisiaca); yogurt, vermouth, grappa, tartufo bianco e scorza di pompelmo per Il bene del futurismo, polibibita inventina (dovrebbe stimolare la creatività); amarene, sale, marendry, vermouth, americano Cocchi, bibita al mirto per E adesso pasta, polibibita permanngiare (in pratica un aperitivo).

Ma ci sono abbinamenti con la genziana, la cedrata, il the, il centerba, il fernet, il cioccolato.

Per finire una serata in meditazione o per un sonno profondo, per snebbiare la mente o per stimolarla attraverso l’uso di tutti i sensi, tra conrumore e disrumore, conluce e disluce, conprofumo e disprofumo.

Sicuramente qualcosa di molto meno banale rispetto alle manifestazioni ufficiali dedicate all’enogastronomia. Troppo avanguardista per la politica italiana.


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