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È probabilmente il miglior ristorante del Piemonte. E per fortuna non è a Torino e neppure in Langa, lungo le rotte più battute dai turisti enogastronomici. L’Antica Corona Reale, che ha conquistato e confermato la doppia stella Michelin, è a Cervere, piccolo paese della pianura cuneese, a pochi chilometri da Fossano.

Prima che Gian Piero Vivalda portasse sugli altari del cibo il ristorante che la famiglia gestisce da 5 generazioni, la notorietà di Cervere era legata esclusivamente al tipico porro della zona. Ma ora all’Antica Corona Reale è possibile incontrare ospiti internazionali che, con aereo privato, atterrano al misconosciuto scalo di Levaldigi per poi dirigersi verso la vecchia cascina trasformata nel castello del gusto.

Se siete abituati agli chef che pontificano come guru, come divinità del cibo, rimarrete delusi da Gian Piero Vivalda. Uomo di grandissima capacità ma che ha conservato tutte le caratteristiche umane della campagna cuneese: basso profilo, modestia assoluta, gentilezza vera da paese senza la benché minima ipocrisia cittadina. La qualità parla nei suoi piatti, non nelle comparsate televisive.

Una cucina che parte dal territorio, si allarga, si trasforma. Con una cura assoluta nella ricerca delle materie prime, sia che si tratti dei peperoni o dei conigli della zona sia che si dedichi alla preparazione del pesce che arriva freschissimo (il mare si “sente” nel cuneese).

Ovviamente, come in tutto il Piemonte, l’autunno è la stagione perfetta per i piatti del territorio, a partire dall’uovo in cocotte con il tartufo bianco. Ma Vivalda e la sua squadra (sono 16 in cucina ed i tavoli sono pochi) sanno affascinare gli appassionati in ogni periodo dell’anno, valorizzando al massimo la cacciagione e le carni piemontesi, la verdura dell’orto, i dolci preparati in casa, le paste fatte a mano. Dal capretto alla finanziera (tipica pietanza piemontese), dai tajarin agli agnolotti.

Tutto assolutamente superbo, accompagnato da vini fantastici che denotano non solo la competenza ma anche il piacere della ricerca. Perché a fianco delle etichette più prestigiose ci sono anche vini di produttori poco noti ma che garantiscono il massimo piacere ad ogni sorso. In sala personale preparato, professionale, gentile e cordiale. Il conto, ovviamente, è da stellato. Ma ne vale la pena.


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