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Prosegue il tour torinese tra le pizze al tegamino-padellino

ORE 18: VECCHIO FORNO GARIBALDI
Per quanto abbiamo potuto scoprire, nessuna pizza al tegamino è reperibile tra le 15 e le 18 (siete avvisati!). Approfittiamo allora della nostra “pausa” per visitare i piacevoli quartieri di Cenisia e Cit Turin e soprattutto per verificare due degli assunti più spesso ripetuti dai fautori del padellino: che la “loro” pizza non sia solo ugualmente saziante ma pure “più digeribile” della nobile rivale napoletana. Pur non avendo mai avuto difficoltà a digerire nemmeno quell’altra, possiamo confermare che è così: avvicinandoci alla sera, ci sentiamo ben sazi e al contempo sufficientemente “leggeri” da continuare con i nostri assaggi!

La scelta della tappa successiva è del resto semplice: poco distante da noi si trova la celebrata pizzeria “VECCHIO FORNO GARIBALDI”, la quale attende fin dalle 18 gli avventori che fioccano numerosi. Purtroppo anche qui la giovane età del personale non sembra offrire molte garanzie: il locale, piccolino, è molto affollato; il servizio piuttosto ordinario e la pizza esageratamente spessa e spugnosa, questa volta davvero “di panetteria”. Buona invece, anche se forse un po’ troppo cremosa, la farinata.
Servizio: 3 e ½
Farinata: 4
Pizza: 2

Ore 20: IL PADELLINO
Per l’assaggio successivo scegliamo un locale “nuovo” situato in pieno centro. Il servizio, anche qui affidato a molto personale molto giovane, è spedito ma non particolarmente cordiale; il locale ampio ma di nuovo molto affollato. Se la farinata fa il suo dovere di antipasto e nulla più, la pizza meriterebbe certo una menzione per la qualità, superba, dell’impasto: sottile, soffice al cuore e croccante in superficie proprio al punto giusto. Un impasto con cui IL PADELLINO potrebbe certamente dominare la scena torinese… se solo la superficie, e la mozzarella in particolare, non fossero tanto bruciate da nascondere ogni altro sapore e alterare irreparabilmente la nostra esperienza.
Servizio: 3
Farinata: 2
Pizza: 3 e ½

Ore 21: il TEGAMINO DI LOIERO
Ci dirigiamo in periferia. Si trova qui un’altra delle istituzioni della pizza al padellino: “IL TEGAMINO DI LOIERO”. Si tratta di un locale davvero spazioso, arredato con semplicità e cura, molto pulito ed ordinato. Se la farinata è ordinaria, la pizza al tegamino è davvero sbalorditiva, ci ripaga del lungo viaggio e rovescia tutti i pronostici. Dopo una margherita a pari merito con quella di Gino, assaggiamo incidentalmente una “Biancaneve” (solo mozzarella) che ci rapisce e consegna a LOIERO la vetta della nostra classifica. Perfetti sia l’impasto che la cottura, curato come nelle migliori pizzerie napoletane il condimento. Malgrado una farinata di medio livello e la collocazione periferica del locale, siamo di fronte ad un assaggio imperdibile per ogni vero appassionato.
Servizio: 4
Farinata: 3
Pizza: 5

Ore 22: SALSAROSSA
Da una periferia all’altra, decidiamo di concludere il viaggio in una delle “new entry” del panorama torinese:
con l’accattivante nome di “SALSAROSSA” ci accoglie – a rigore, nel comune di Moncalieri – un locale piccolo ma pulito, arredato con stile e impreziosito da un servizio davvero degno di un ristorante a cinque stelle. Non facciamo nemmeno in tempo a tentare di ordinare che la cassiera – incredibilmente premurosa – ci avvisa: “guardate che questa non è pizza normale, è al tegamino”, ci dice. “Siamo qui per questo” confessiamo. Ormai vicini a chiusura, pensiamo bene di avvalerci del take away. La cassiera però ci ha capiti al volo: “se è la prima volta dovete assaggiarla calda!”. Visti i tavoli tutti occupati, la farinata – per gentile intercessione di questa squisita cassiera – ci viene servita nientemeno che “al bancone”, appena sfornata e davvero gustosa. Poco dopo, e sembra quasi trattarsi di un miracolo, un altrettanto squisito cameriere non solo trova per noi un tavolino: si affretta pure ad apparecchiarlo per permetterci di gustare la margherita al tegamino che è appena stata sfornata. Meno “pizza” e meno “tradizionale” di quelle di Loiero e Gino, ma ancora più soffice e leggera, la creazione di SALSAROSSA conclude più che degnamente il nostro viaggio – ormai diventato un pellegrinaggio – alla scoperta del tegamino.
Servizio: 5
Farinata: 4
Pizza: 4

I GIORNI SEGUENTI:
Ristorati dalle esperienze positive fatte durante la nostra “maratona del padellino”, naturalmente non ci siamo fermati qui: nei giorni successivi, certamente con più calma, siamo andati alla scoperta di altre pizzerie ancora. Tra queste, la “BAITA DEI 7 NANI”, triste già nel nome, si è rivelata un’esperienza da sconsigliare sotto tutti i profili. Presso “LA FERMATA” abbiamo trovato una farinata discreta e una pizza al padellino davvero ottima ma anche – purtroppo – un servizio quasi “aggressivo” e certamente deficitario sotto più profili. Infine, se “DA MICHI” abbiamo scoperto, in un locale molto pulito e ordinato, una pizza molto buona e una farinata soddisfacente, una riflessione a parte merita la pizzeria “DA MICHELE”. Destinataria sulla Rete di pessime recensioni e assai poco promettente dall’esterno – malgrado l’accattivante affaccio su Piazza Vittorio – essa si è rivelata una delle esperienze più sorprendenti e positive: a cominciare dalla farinata, che qui viene preparata per ciascun cliente in un padellino, per finire con la pizza, la quale raggiunge senza dubbio le vette già toccate dal “TEGAMINO DI LOIERO”. E se resta vero che il servizio e l’ambiente non sono certamente quelli che sarebbe legittimo aspettarsi, è pur anche vero che molte delle critiche appaiono addirittura esagerate.

Certo, a chi sia semplicemente in cerca di una bella serata sopra tutti noi consiglieremmo di andare DA GINO. A Ma chi sia invece alla ricerca della pizza al padellino perfetta, e sia per questo disposto a sfidare distanze e scortesie, allora dovrebbe anzitutto dirigersi verso Moncalieri (SALSAROSSA), verso Borgo Vittoria (LOIERO) o direttamente DA MICHELE… ma anche voi gourmet, non perdetevi nemmeno Gino che resta – nel complesso – la più solida e rassicurante delle esperienze.


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