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Avendo ormai poco da dire nel settore dell’automotive, Torino deve puntare su altri elementi di successo e con grandi capacità attrattive: cultura e cibo. Ed allora non stupisce l’alleanza tra Fantolino, nota azienda che produce uova, ed i musei reali. Due eccellenze che si mettono insieme per una promozione congiunta.

Gabriella Fantolino, titolare dell’azienda di famiglia, lancia sul mercato 400mila confezioni di uova con il logo dei musei reali e con un voucher che consente di ottenere uno sconto per visitare Palazzo Madama, il Museo di Arte Orientale e la Galleria d’Arte Moderna. Ed in vista delle feste natalizie mette in commercio il panettone di Palazzo Madama con l’immagine di Giovanna Battista di Savoia Nemours, la seconda “Madama reale” ma la prima a concedere il permesso di produrre e commercializzare il cioccolato. In realtà, come ha ricordato Alessandro Felis, la passione dei Savoia per il cioccolato era precedente e risale alla giovinezza di Emanuele Filiberto trascorsa in armi al servizio dell’imperatore Carlo V (poi divenuto Carlo I di Spagna). E dalla Spagna arrivano a Torino i primi carichi di cacao provenienti dalle Americhe.

Dunque non poteva che essere al cioccolato il nuovo panettone di Palazzo Madama. Commercializzato nello storico palazzo al centro di Torino mentre le uova Fantolino continueranno ad essere distribuite nei consueti punti vendita.

In fondo anche le uova, un prodotto all’apparenza semplice e povero, rappresentano un’eccellenza del territorio piemontese. Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura, ricorda che in Piemonte ci sono più di 2,5 milioni di galline da uova (e 30 milioni di polli da carne) e che in Italia si consumano 214 uova pro capite all’anno. Uno dei pochi prodotti in cui l’Italia è autosufficiente.

Dunque il cibo come fattore economico ma anche culturale. Come attrazione turistica, afferma l’assessore comunale Sacco. Che ricorda le nuove aperture di negozi nel cuore di Torino. In realtà non sempre entusiasmanti. Un negozio di formaggi da supermercato nella piazza più nota della città, una catena americana che, indubbiamente, garantisce code interminabili di ragazzini con gusti non certo legati al territorio. Difficile credere che i turisti accorreranno in massa per questo tipo di offerta.


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