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A Torino l’associazione degli albergatori frigna per la mancanza di iniziative estive, a spese pubbliche, in grado di richiamare turisti per riempire gli hotel.

Sul Lago Maggiore lo chef stellato Marco Sacco (due stelle Michelin) ha dato vita all’Associazione “Gente di lago e di fiume” che il 6 e 7 ottobre, sull’Isola dei Pescatori, organizza una manifestazione gastronomica ma anche scientifica e ricca di iniziative culturali e di intrattenimento per far conoscere ed amare la gente che vive sui territori fluviali e lacustri.

Un’operazione di recupero culturale, prima di tutto. Perché è cultura ricordare le atmosfere d’antan, quando i pescatori rappresentavano la struttura portante dell’economia del lago. Sacco e l’associazione riuniscono più di 40 chef che occuperanno 11 postazioni in 10 ristoranti per far conoscere la cucina di lago e di fiume. E poi scienziati, musicisti, ittiologi, scrittori (con la presentazione del libro di Marco Zacchera “Gente di lago”), fotografi, pittori, giocolieri.

Ovviamente il pesce di acqua dolce sarà il protagonista delle due giornate sull’Isola dei Pescatori. Ma con il coraggio di andare oltre i piatti tradizionali (che ovviamente saranno quelli presentati al pubblico, dalla trota al salmerino, dal persico al luccioperca, allo storione). Pier Paolo Gilbertoni, vicepresidente dell’Associazione, lancia infatti la provocazione di un utilizzo delle specie allogene che hanno invaso i fiumi ed i laghi italiani, a partire dal pesce siluro che sta distruggendo le specie autoctone.

Mancando predatori che possano eliminare l’ospite sgradito, l’unica soluzione per salvare fiumi e laghi è quella di portare in tavola l’enorme pesce siluro, apprezzato in Europa dell’Est ma non in Italia. Sacco lo prepara come filetto avvolto nella pancia dello stesso siluro messo in forno a 200 gradi. L’esterno, con patate, si trasforma in un involucro croccante che consente al filetto interno di restare morbido. Ma, ovviamente, non tutti nella propria cucina hanno la capacità del cuoco bistellato, con il rischio di ritrovarsi con una carne stopposa se la temperatura di cottura non è molto bassa. Ed allora, secondo Sacco, l’industria dovrebbe puntare sulla produzione di pesce siluro affumicato, pronto per essere portato in tavola.

Una salvezza per l’ambiente, una grande opportunità per le aziende del settore. In attesa di scoprire il siluro, però, si può continuare a godere della cucina tradizionale di lago, presentata da grandi chef sull’Isola dei Pescatori. Ma guardando anche ai fiumi ed al mare. Perché l’attenzione alla cucina di pesce rappresenta il miglior approccio per difendere anche il mare. Senza dimenticare i fiumi perché, come ha ricordato l’emiliano Gilbertoni, il Po è ampiamente sottovalutato come territorio turistico, soprattutto nella zona del Delta.


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