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La Francia boicotta l’Italia, Macron impedisce alla Fca di allearsi con Renault. Sino al giorno prima i media italiani erano impegnati a glorificare ogni colpo di tosse del presidente francese, ma appena sono stati lesi gli interessi degli Elkann, monsieur Macron è diventato un nemico alla guida di un popolo sciovinista.

Peccato, per i media italiani, che i transalpini continuino ad apprezzare, e ad acquistare, i prodotti italiani di qualità. Ma di qualità vera.

Compresi quei prodotti oggetto dell’abituale polemica tra Italia e Francia, come il formaggio. Perché i gruppi industriali transalpini acquistano anche le aziende casearie italiane, proprio perché riconoscono l’elevato livello qualitativo. Come nel caso del Taleggio che esporta il 25% della produzione e che vede Germania e Francia come principali mercati di sbocco in Europa.

Il Taleggio è un formaggio di origini antichissime, anteriori al X secolo. Documenti risalenti al 1200 fanno riferimento ai commerci e agli scambi di cui era oggetto, insieme ad altri formaggi. La zona d’origine Val Taleggio e Valsassina. I valligiani, avendo l’esigenza di conservare il latte eccedente il consumo diretto, iniziarono a produrre del formaggio che, una volta stagionato in “grotte” o casere di vallata, poteva essere scambiato con altri prodotti o commercializzato.

Crescendo sempre più il consumo di Taleggio, la produzione si è progressivamente estesa nella pianura Padana. Qui hanno cominciato ad operare molti caseifici di piccole e medie dimensioni che sono riusciti ad equilibrare la tecnologia produttiva tradizionale con le innovazioni tecnologiche susseguitesi in quasi mille anni di storia.

La produzione di Taleggio, inizialmente stagionale, avviene oggi nell’intero arco dell’anno e non solo in montagna, ove questo formaggio è nato, ma anche in numerose strutture artigianali o in grandi caseifici di pianura.

Il Taleggio, formaggio Dop, deve essere prodotto e stagionato unicamente in Lombardia, nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Pavia, Monza della Brianza; in Piemonte nella provincia di Novara e Verbano Cusio Ossola; in Veneto, nella provincia di Treviso.

Si tratta di un alimento naturale: nessun additivo può essere impiegato sia durante la produzione sia, soprattutto, durante la stagionatura.

A tavola ​si può gustare come secondo piatto oppure a fine pasto; in questo caso è ottimo anche accompagnato a frutta, come mele e pere.

Deve essere servito a temperatura ambiente, per esaltarne appieno sapore ed aroma. Ma può essere utilizzato anche nella preparazione di primi piatti (paste, risotti, zuppe), di secondi piatti (frittate), di insalate e anche di alcuni tipi di pizza e di crêpes.

Nel 2018 la produzione di Taleggio si è attestata sulle 8.800 tonnellate e servono circa 8 litri di latte per fare 1 kg di formaggio che deve avere una stagionatura minima di 35 giorni ma il prodotto migliora con il protrarsi della stagionatura.

Dunque massima attenzione alla qualità ed alla tradizione ma anche uno sguardo attento ai nuovi canali per la promozione del Taleggio. In un’Italia produttiva che ha sempre minore capacità di comunicare e di farsi conoscere, il Consorzio di Tutela del Taleggio ha scelto invece di puntare sui social e sulla comunicazione alternativa. I risultati stanno premiando la strategia sia in Italia sia sui mercati internazionali.


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