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L’accoglienza turistica ligure è spesso oggetto di critiche, polemiche, ironie. Prezzi eccessivi, servizi insufficienti, cortesia come optional. L’idea che il turista ideale per gli operatori liguri sia quello che manda il bonifico e poi resta a casa sua. Ora però la filiera dell’Olio della Riviera Ligure lancia una sfida ai turisti ed agli albergatori e ristoratori della regione.

Il 15 e 16 giugno un gruppo di giornalisti, food blogger ed influencer affronterà “Oliveti Aperti Experience” per andare alla scoperta di oliveti, frantoi, ma anche di arte e paesaggi insoliti. Ma le stesse proposte saranno rivolte ai turisti appassionati del buon cibo e della cultura non massificata grazie alla manifestazione Oliveti Aperti realizzata in collaborazione con la Fondazione Qualivita.

Dunque almeno il mondo dell’olio ligure si apre al pubblico. Si potranno visitare gli oliveti, ammirando i muretti a secco che caratterizzano un’olivicoltura eroica e che sono diventati patrimonio Unesco dallo scorso anno. E immersi nel verde dell’entroterra si potranno assaporare i piatti della vera tradizione ligure, lontani dal caos delle spiagge, dagli odori degli olii solari che non si addicono alla buona cucina.

E poi ci sarà la possibilità di incontrare donne e uomini veri, i protagonisti di queste coltivazioni eroiche, di queste produzioni di qualità superiore. Colture e culture che si intrecciano, che sono indissolubilmente legate per arrivare ad offrire il meglio in tavola e nei territori che sovrastano il mare dei bagnanti sempre alle prese con la mancanza di tempo e di capacità di apprezzare il buono della vita.


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