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Risale a fine febbraio il concentrarsi da parte di due quotidiani torinesi, La Stampa, in data 20 febbraio scorso, il Corriere della Sera, in data 23 febbraio, nelle pagine delle loro rispettive cronache cittadine, sul CAAT (Centro Agro Alimentare di Torino),

citando “verbali falsificati e conflitti di interesse” che sarebbero emersi dalla relazione inviata ai soci da parte dell’ex consigliera di amministrazione Patrizia Ferrarini, anche responsabile della trasparenza ed anticorruzione del CAAT stesso.

Gli articoli pubblicati dalla Stampa e dal Corriere della Sera – spiega il presidente del CAAT, l’ ingegner Marco Lazzarino – hanno divulgato notizie non veritiere sul nostro Ente, oltre che gravemente diffamatorie nei confronti della mia persona in qualità di Presidente e dell’intero Cda del CAAT stesso, soltanto basandosi su di una relazione prodotta dalla consigliera di amministrazione Patrizia Ferrarini, poi dimissionaria, relazione che, dal punto di vista teorico, avrebbe dovuto avere un carattere riservato ed essere destinata ai soli Soci.”

La consigliera Patrizia Ferrarini – precisa Lazzarino – era stata nominata nel Consiglio di amministrazione del CAAT già prima della riconferma avvenuta nel Cda nel settembre 2017, nominata dal Comune di Torino su indicazione di Ascom (Confcommercio) , associazione di categoria di cui peraltro fa parte, essendo Presidente dell’Ascom Susa. La consigliera, attaccando Presidente, Direttore Generale e lo stesso Cda, ha prodotto una relazione di una settantina di pagine in cui ha denunciato presunti falsi verbali, presunte decisioni in contrasto con l’interesse della società, presunte violazioni dello statuto sociale e presunti conflitti di interesse“.

Questa relazione – aggiunge Lazzarino – è stata indirizzata all’Organismo di Vigilanza (ODV) del CAAT, che l’ha trasmessa direttamente ai soci privati e pubblici.. Queste accuse sono state poi riportate a mezzo stampa senza alcun contraddittorio con la Società e senza che i giornali citati mi avessero contattato, in modo tale da consentire di rispondere alle accuse mosse nei miei confronti ed in quelli di tutto il Cda. Anche a seguito di una lettera di richiesta di rettifica, nulla è stato pubblicato dalle testate in questione. Tutto ciò lascerebbe sottendere il perseguimento di fini diversi rispetto a quelli di una completa informazione ai propri lettori”.

Il Collegio Sindacale della Società – aggiunge Lazzarino – è stato poi chiamato dal principale socio pubblico del CAAT, il Comune di Torino, ad esprimersi, in seguito alla pubblicazione di questi articoli, sul contenuto della relazione diffusa e poi pubblicata dai giornali. Ha così prodotto un documento dettagliato in cui ha dimostrato come le accuse mosse dall’ex consigliera Ferrarini al Cda ed a me come Presidente fossero del tutto prive di fondamento ed ha certificato l’operato corretto del Cda stesso“.

Inoltre, Il Consiglio di Amministrazione di CAAT, alla presenza del Collegio Sindacale e dell’Organismo di Vigilanza, ha verificato come la relazione della Ferrarini riportasse trascrizioni alterate e non integrali delle registrazioni dei Consigli di amministrazione.

Alle dimissioni della consigliera Ferrarini – ricorda il presidente – hanno fatto seguito quelle dello stesso Organismo di Vigilanza del CAAT. Probabile obiettivo di chi è stato autore della trasmissione illecita di queste informazioni agli organi di stampa era quello del discredito pubblico del CAAT e del suo Cda, con conseguenza la rottura potenziale di una strategica negoziazione tra Comune di Torino e Camera di Commercio per la cessione del 5 per cento delle quote societarie“.

La consigliera Patrizia Ferrarini – afferma Lazzarino – d’altronde da fine dicembre 2018 non si presentava più ai consigli di amministrazione del CAAT, producendo solo più relazioni scritte. Il suo attacco è avvenuto dal punto di vista temporale dopo che gli organi direttivi hanno promosso una due diligence affidata ad un primario studio legale torinese, che ha evidenziato una serie di aree di intervento e modifiche da apportare all’”impalcatura legale” della Società, pregresso alla nomina dell’attuale Cda, avvenuta nel settembre 2017. Ancor più stupisce che tale attacco sia avvenuto da parte di un’esponente dell’Ascom, quindi di un’associazione di categoria che dovrebbe avere come obiettivo la tutela degli imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi“.

Piena solidarietà è stata espressa al Presidente ed al management del CAAT da Stefano Cavaglià, presidente dell’Associazione Grossisti APGO (e socia Ascom), che riunisce da più di settanta anni i grossisti insediati presso il CAAT medesimo e dal Presidente di Fedagromercati nazionale Valentino di Pisa. I grossisti rappresentano una risorsa preziosa per il CAAT, non soltanto perché con i loro affitti concorrono al 90 per cento del bilancio della società consortile, ma perché costituiscono il motore effettivo che ne alimenta la sua funzione.


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