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Electomag ha incontrato Laura Comolli, nota ormai a livello mondiale per essere una delle più seguite influencer

1) Com’è nata l’idea di diventare “influencer”?

In realtà l’idea di diventare influencer non è nata, ma è stata un passaggio naturale della mio lavoro di blogger. Dopo l’avvento di Instagram nel lontano 2011, si è sviluppata la necessità di una comunicazione più immediata rispetto a quella che poteva avvenire attraverso i blog: le persone volevano conoscere le cose in tempo reale, viverle come se fossero insieme a noi, ricevere più aggiornamenti nel corso di una stessa giornata. E Instagram è stata la risposta più efficace a questa esigenza comune.

2) Cosa significa essere considerata una “influencer”?

Influencer significa letteralmente persona capace di influenzare una nicchia più o meno grande di consumatori, grazie al suo essere attivo sul web, sui social o su un blog. Personalmente non mi piace essere definita influencer, preferisco auto-definirmi digital content creator o storyteller, perchè è questo ciò che faccio realmente. Creo dei contenuti digitali, che possono essere testi, fotografie o video, attraverso i quali racconto delle storie riguardati gli ambiti più disparati: dalla moda al travel, dal beauty al lifestyle. E grazie a queste storie le persone sognano. Esiste qualcosa di più bello?

3) Spesso, forse per invidia, il tuo lavoro non viene considerato dai più una vera e propria occupazione ma un hobby. Perché?

Perché la maggior parte della persone pensa ancora oggi, nel 2018, che gli influencer trascorrano il loro tempo esclusivamente a prepararsi per fare foto e poi postarle sui social. C’è molta ignoranza verso questa professione, soprattutto in Italia. La realtà però è un’altra.

4) Ci racconti che cosa fa una digital content creator? (blogger è un termine che non viene più usato ndr)

Essere digital content creator significa innanzitutto essere imprenditore di se stesso. Elaborare una strategia editoriale, prendere contatto con i brand con cui si vuole lavorare, elaborare progetti, tenere quotidianamente aggiornato il proprio media kit con il portfolio di ogni singolo lavoro, rispondere a centinaia di email ogni giorno, redigere i report delle attività portate a termine. Ci sono giornate dedicate interamente al lavoro a computer, che include anche la post-produzione delle mie fotografie, lavoro che eseguo personalmente: dovete sapere che ho una vera e propria fissazione per la fotografia. Ci sono poi anche giornate dedicate interamente agli shooting: non è inusuale incontrarmi in giro per il mondo con a mano un trolley contenente più look e prodotti da scattare. Ovviamente non faccio tutto questo da sola, con me lavora Rossana che mi segue costantemente in tutte le mie giornate, in tutti i miei viaggi e in tutti i miei lavori, più altri collaboratori esterni a cui mi affido per progetti specifici. Non avendo un’agenzia, a differenza della maggior parte delle influencer, ho sempre dovuto fare tutto in autonomia e non c’è successo più grande del veder realizzati i propri sogni solo grazie alla propria visione.

5) Secondo te cosa ha in più la pubblicità tramite blogger – influencer e internet rispetto alla comunicazione “vecchio stile”?

Sicuramente l’approccio immediato e un livello di coinvolgimento elevato e più diretto nei confronti dei consumatori finali. E’ ormai un dato certo che questi ultimi siano al giorno d’oggi estremamente attivi sui social, consentendo agli influencer un maggiore spazio di connessione con loro. Altro dato importante è che gli stessi consumatori credono sempre meno ai messaggi pubblicitari e, prima di acquistare un prodotto o un servizio, si informano sul web leggendo review di altri utenti, specialmente di quelli cui hanno sviluppato un rapporto di stima e fiducia, come gli influencer. Infatti sul web è fondamentale la reputation: non mi sognerei mai di pubblicizzare un brand o un prodotto in cui non credo o che non rientra nel mio stile personale perché perderei completamente credibilità nei confronti di chi mi segue.

6) Ritieni che le/gli influencer siano una moda passeggera destinata ad esaurirsi velocemente o una professione ormai entrata nel tessuto economico e sociale odierno?

Io ritengo che si debba considerare quella degli influencer una professione entrata a pieno titolo nel novero delle professioni moderne e ritengo anche che, con il passare degli anni, tale professione acquisirà sempre maggiore peso e maggiore credibilità, anche nei confronti dei più scettici.

7) Ci descrivi una tua giornata tipo?

Come accennavo prima, dipende. Ho più giornate tipo o, per dirlo in altre parole, le mie giornate non sono mai uguali le une alle altre.
Tendenzialmente mi alzo, prestissimo se devo uscire per scattare foto (adoro scattare con le luci dell’alba), mi aggiorno su cosa succede nel mondo di Instagram, poi accendo il computer e mi dedico alle email. In tarda mattinata inizio la post-produzione della foto che uscirà verso ora di pranzo o nel primo pomeriggio. Continuo a lavorare tra computer e iPhone a meno che non abbia degli appuntamenti. Se il giorno successivo devo uscire per uno shooting capita spesso che la sera mi attardi a preparare le foto che dovranno uscire sui social il giorno successivo, oppure per rispondere alle email ricevute durante il giorno. Molto spesso le mie giornate non hanno orari, ma quando hai una grande passione per ciò che fai, lavorare fino a tarda notte o nei weekend non ti pesa per nulla.

8) Analizzando i tuoi canali social vediamo (con ammirazione e una sana invidia) che sei costantemente in viaggio. Sogno o realtà?

Realtà, ma anche sogno! Nel senso che sembra che io sia sempre in viaggio perché, nel poco tempo che trascorro a casa mia a Torino, non capita quasi mai di uscire a scattare foto. Quindi la maggior parte di quelle che posto sono relative ai miei viaggi!

9) Il mondo delle influencer e’ spesse volte additato come un sistema posticcio basato sul niente: follower finti, interazioni create ad hoc, mera apparenza e poco ritorno per i clienti. Qual è il tuo pensiero?

Come in molti settori, anche e soprattutto in questo ci sono i persone che riescono ad emergere a seguito di un ingente investimento in termini di denaro. Per fortuna esistono strumenti – gratuiti – con cui è possibile monitorare la crescita di un profilo social o di un canale YouTube: lo strumento si chiama SocialBlade e, nel corso della mia carriera, mi è capitato spesso di incontrare social media manager o brand manager che, pur lavorando e gestendo grandi brand, non fossero a conoscenza della sua esistenza. Bisogna anche dire che dal momento in cui su Instagram Stories ha preso piede lo shout out tra influencer (in cui gli influencer consigliano ai propri followers profili di altri influencer che seguono e da cui si sentono ispirati) diventa molto difficile capire da Social Blade se il picco di followers è generato da un acquisto di followers fake o da uno shout out di un influencer con grande seguito. Ad esempio alcuni giorni fa il mio profilo è stato consigliato sulle Stories di un’influencer molto autorevole e questo mi ha portato ad una crescita di oltre 4mila followers in un giorno solo.

10) Com’è il rapporto con le tue colleghe e colleghi?

Generalmente è buono. Con alcuni è addirittura ottimo, con il tempo siano diventato amici stretti oltre che colleghi. Con altri purtroppo non è capitato, ma non si può piacere a tutti né farsi piacere tutti.

11) Come riesci a conciliare la tua vita frenetica con la tua vita personale?

Ottima domanda! Non è facile perché è parte del mio lavoro essere costantemente connessa sui social, ma cerco di ritagliarmi il più possibile del tempo da dedicare alla mia famigli, al mio fidanzato e alle mie amiche.

12) Come ti vedi fra 20 anni?

Non ne ho davvero idea. Otto anni fa pensavo avrei fatto il magistrato e la vita mi ha sorpreso in un modo assolutamente inaspettato. Non so dove sarò tra 20 anni, ma sono certa che starò facendo qualcosa che amo. Non potrei mai pensare di accontentarmi, nella vita come nel lavoro.

13) Dagli inizi ad oggi qual è stato il momento che ti ha fatto comprendere di aver intrapreso la via giusta?

Ce ne sono stati molti, da ultimo circa una settimana fa. Mi trovavo a Parigi per la Settimana della Moda, stavo rispondendo ad un commento sotto la foto che avevo da poco postato (sì, mi piacere rispondere sempre ai commenti dei miei followers) e vedo comparire a fianco al mio nome utente @lauracomolli la spunta blu: il mio profilo era stato verificato da Instagram!

14) Parlaci del tuo blog

Ho aperto il mio blog – www.pursesandi.net – ormai otto anni fa, nel lontano 2010. E’ stato uno dei primi in Italia, sulla scia dell’entusiasmo introdotto con The Blonde Salad di Chiara Ferragni. Purses&I significa Le borse ed Io, da sempre una delle mie grandi passioni. Inizialmente condividevo foto della mia personale collezione, analizzando ciascuna borsa nei minimi dettagli e fornendo una review completa alle mie lettrici, anche loro appassionate della tematica. Con il tempo hanno iniziato a chiedermi di postare anche foto dei miei look, di cosa indossavo nella mia vita di tutti i giorni (ai tempi frequentavo ancora l’Università, facoltà di Giurisprudenza). Con l’avvento di Instagram e con il ruolo sempre più preponderante che anche Facebook e Twitter hanno acquisito, il blog ha subito una flessione. Se inizialmente postavo con cadenza quotidiana, ho iniziato a postare solo più 2 o 3 volte alla settimana. Il tempo a disposizione non è abbastanza per curarlo quotidianamente purtroppo. I contenuti solo lievemente cambiati: oggi mi concentro su un’altra mia grande passione, i viaggi. Ma sempre con un’occhio attento alla moda e al mondo beauty.

15) Qual è la tua “arma in più” rispetto alle tue competitor? Perché secondo te hai un seguito di follower così consistente?

In parte credo sia merito dei contenuti che condivido: la fotografia è parte fondamentale del mio lavoro, e io la prendo molto sul serio. Ho sin da subito investito su una macchina fotografica professionale e sui migliori programmi di foto-ritocco, seguendo i tutorial trovati sul web per imparare a usarli (sono un’autodidatta). La fotografia però implica anche tanti altri aspetti: la ricerca delle location, lo studio delle pose, l’accostamento dei colori… Elementi che vengono particolarmente apprezzati dai miei follower, soprattutto quando condivido video in cui edito le foto e spiego alcuni trucchi del mestiere. Tuttavia dentro di me che credo che ciò che faccia davvero la differenza sia la gentilezza e la semplicità con cui rispondo – o cerco di rispondere – ad ogni singolo commento o messaggio privato che ricevo.

16) Cosa invidi delle tue competitor più famose?

Sinceramente non ho nulla da invidiare: lavoro sodo e cerco di raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo. Se c’è qualcosa che mi capita di invidiare sono i viaggi oppure l’idea per una foto o un video!

17) Infine ci dai cinque consigli per provare a diventare una digital content creator di successo?

1. Attenzione alla creazione dei contenuti: foto di qualità e fare sempre storytelling. Le sole immagini non sono più sufficienti
2. Rimanere sempre al passo con le nuove tendenze: capire cosa piace propria community e cercare di realizzarlo, rimanendo sempre fedeli a se stessi.
3. Curare il rapporto con i propri follower: rispondere alle domande, creare e mantenere una comunità attiva.
4. Professionalità: avere sempre pronto ed aggiornato il portfolio dei propri lavori, saper scrivere e-mail formali e di lavoro, saper essere i pr di se stessi, essere in grado di elaborare presentazioni, progetti e report…
5. Una buona conoscenza dell’italiano (è terribile leggere o vedere video di persone che non sanno scrivere o parlare in italiano corretto), dell’inglese (lingua fondamentale per farsi conoscere da più persone possibili) e/o di altre lingue straniere.

18) Cosa pensano i tuoi familiari e amici del tuo lavoro?

La mia famiglia, il mio fidanzato e i miei amici mi supportano da sempre nelle mie scelte: sanno quanto impegno e dedizione io ci metta ogni giorno e mi apprezzano per questo, spingendomi a dare sempre il meglio di me!


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