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Le acque sono sempre più agitate in casa Meloni. Questa settimana, infatti, è destinata a entrare negli annali della destra italiana poiché una grossa fetta della comunità militante romana ha ufficialmente lasciato il partito.

Non bastano i sondaggi sempre più deprimenti, i voti che si stanno spostando verso la Lega grazie alla convincente azione di Salvini e i chiari di luna di Crosetto: da nord a sud decine di militanti stanno abbandonando la nave di Fratelli d’Italia che, a meno di importanti cambi di rotta da parte di Giorgia Meloni, sembra destinata al naufragio.

Protagonisti dell’abbandono di FdI sono i militanti della comunità politica romana guidata da Federico Iadicicco, voce dell’ala cattolica della destra, che spiega: “È stata una scelta sofferta perché abbiamo abbandonato un progetto politico nel quale avevamo creduto fortemente, sin dalle sue origini nel 2012. Purtroppo non condividiamo più alcune fondamentali scelte di posizionamento politico, come la costruzione di un partito ideologico in un’epoca post-ideologica. Inoltre è rimasta inascoltata la nostra richiesta di aprire il partito qui a Roma ad altre esperienze per lasciarsi contaminare e crescere. La sfida futura sarà quella di aprirci verso tutti quelli che credono nella centralità della persona e nel primato della politica, nella difesa dell’impresa dalla speculazione e della famiglia dalla deriva nichilista”.

Ovviamente gli uomini di Iadicicco non hanno intenzione di buttare all’aria lustri di militanza e, infatti, è già nata “Italia Comunità” che “nasce – conclude Iadicicco – come un’associazione politica di respiro nazionale. Una realtà esclusivamente romana avrebbe poco senso, vogliamo radicarci sul territorio in tutta Italia e porci come laboratorio per l’approfondimento di alcuni temi centrali della politica nazionale. Penso ad esempio alla grande riforma istituzionale, che l’Italia attende da troppi anni e se ne deve tornare a parlare dopo il fallimento di Renzi. Inoltre organizzeremo a stretto giro una tre giorni per confrontarci con chi è interessato a percorrere con noi questa strada, a costruire una casa comune in cui riconoscerci. “Italia Comunità” sarà per adesso un laboratorio nazionale che, assieme al Centro Studi Minas Tirith, cercherà di offrire spunti politici e culturali per il futuro dell’Italia. Per quanto riguarda le elezioni europee del 2019 non abbiamo valutato cosa faremo. C’è ancora un po’ di tempo per pensarci.

Uno dei protagonisti di spicco di questo vero e proprio esodo è Maurizio Politi, consigliere romano, che ha ben chiaro quale sarà il futuro nell’assemblea capitolina: “Staremo all’opposizione nel gruppo misto e continueremo a fare esattamente ciò che abbiamo fatto in questi anni. Abbiamo lasciato il partito per vari motivi, fra cui la totale chiusura verso l’esterno e la mancanza di criteri meritocratici all’interno, ma gli ideali sono sempre quelli quindi ci aspettiamo una collaborazione anche con i consiglieri di Fratelli d’Italia (fra i quali la stessa Meloni ndr). Anche perché l’ottica futura è la ricostruzione, partendo dalla società civile e dalle tante associazioni, di una classe politica in grado di dare risposte a tutto quel mondo che non le ha mai trovate in FdI.

Un minuto dopo la notizia del cambio di casacca sono fioccate, soprattutto sui social, le richieste di dimissioni dalle diverse cariche nei riguardi di Politi e degli altri eletti nei municipi.

Questa ondata di richieste di dimissioni proviene per la maggior parte da persone interne a Fratelli d’Italia e che ci hanno sempre fatto la guerra. Sulle decine di richieste di dimissioni ricevute su facebook e altri social ne ho contata solo una di una persona che sta effettivamente dalla nostra parte. Leggo però con orgoglio che sono molte di più le persone che ci chiedono di continuare a fare il nostro lavoro come lo abbiamo sempre fatto”.

Fa eco a Politi Sandra Bertucci, giovane consigliera eletta nel II Municipio – quadrante centrale della Capitale, che comprende i quartieri Parioli, Flaminio, Villaggio olimpico, Trieste, Salario, Africano, Nomentano e San Lorenzo – che dichiara: “Continueremo a fare politica come sempre, al servizio non solo delle centinaia di persone che ci hanno votato esprimendo nelle preferenze il nostro nome e affidandoci il mandato di consiglieri, ma al servizio di tutti i cittadini. Nel II Municipio da quando è stato fondato FDI, il gruppo politico di cui faccio parte è stato l’unico a fare attività sul territorio, tant’è che la mia fuoriuscita dal partito, insieme a quella di Giuseppe Scicchitano (l’altro consigliere municipale fuoriuscito dal partito, ndr), determina la scomparsa di Fratelli d’Italia dal Consiglio municipale. La nostra squadra muove i passi dalla vecchia AN ed ha fatto parte del PDL fino alla formazione di FDI. Abbiamo lavorato in questi anni in totale assenza del partito, affrontando tutto da soli e nonostante questo ottenendo il grande consenso che alimenta oggi il nostro lavoro nel Municipio, quindi non cambia nulla avere o meno il partito alle spalle. Usciti noi, Fratelli d’Italia nei nostri quartieri non esiste: coloro che chiedono oggi le nostre dimissioni hanno solo paura di perdere importanti spazi politici romani”.


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