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Le elezioni regionali valdostane si avvicinano, dittatorelli permettendo, e cominciano a delinearsi i programmi. Non soltanto relativamente ai grandi temi (autonomia/indipendenza, Zona franca, Casino, grandi infrastrutture di collegamento con l’Italia, la Francia e la Svizzera), ma anche sulle questioni minute che sono poi quelle che caratterizzano la vita quotidiana. Lo sport, ad esempio. Ne parla Luigi Fosson, candidato nella lista indipendentista Pas.

“Per noi – spiega – lo sport ha funzione soprattutto educativa e deve veramente servire a formare il futuro Valdostano. Per questo diventano importanti tutti i momenti formativi ed in particolare le organizzazioni, sci club, ADS, scuola, che li riempono di contenuti”.

In Valle d’Aosta il ruolo dell’ente regionale è più forte che altrove. Un’ingerenza a volte eccessiva. Cosa dovrebbe fare, secondo voi, in ambito sportivo?

“La Regione – prosegue Fosson – deve essere vicina e collaborativa e supportare quanti si impegnano al coinvolgimenti di bimbi e ragazzi nelle diverse discipline, da quelle più popolari come sci, calcio, sport de noutra tera, basket, ma anche meno praticate, soprattutto nelle vallate, come gli sport del ghiaccio o la scherma o il nuoto”.

La Vallée è, in primo luogo, la regione alpina per eccellenza. Questo deve determinare le strategie sportive pubbliche?

“Per una Regione come la nostra diventa essenziale che i ragazzzi possano avvicinarsi alla montagna prendendo confidenza, attraverso le prime escursioni e le palestre di roccia, con quel mondo che con le sue decine di 4.000 è assolutamente unico. Una particolare attenzione va anche posta all’efficienza degli impianti e alla loro accessibilità con mezzi di trasporto pubblici. Non si può ovviamente riempire la Valle di impianti poco usati, ma al contrario, per quelli esistenti, occorre ottimizzarne l’utilizzo radunando sportivi dalle diverse località”.

Lo sport anche come veicolo di attrazione turistica?

“Sì, potrebbe e nascerne anche una buona ricaduta sul turismo, organizzando manifestazioni nelle mezze stagioni, che coinvolgano sportivi sia dall’Italia che dagli altri paesi vicini. Ampliando, in questo modo, anche il periodo di afflusso turistico”.


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