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Guido Curto, direttore di Palazzo Madama a Torino, è una persona per bene

Grande cultura, grande passione, grande amore per la sua città e per gli abitanti, nuovi o indigeni. Una grande squadra di esperti da coordinare. Non ha bisogno di inventarsi corsi di pilates per attirare pubblico o di inventare agevolazioni su base etnica o linguistica.

Vorrei che Palazzo Madama fosse il museo identitario della città, per offrire ai visitatori l’immagine di 2.000 anni di storia racchiusi nelle trasformazioni di questo meraviglioso palazzo

Da porta romana a edificio medievale, passando per il Rinascimento, il Barocco, il tutto inserito in una piazza Castello che, di fronte a Palazzo Reale, è il vero centro di Torino.

Curto si sofferma sulla Torino seicentesca

modello di integrazione sociale verticale perché nei palazzi convivevano le botteghe al piano terreno e poi, salendo di piani, i commercianti, gli aristocratici, i grandi borghesi, i piccoli borghesi ed i proletari nelle soffitte. Un patrimonio unico, da far conoscere. E Curto è impegnato in una grande opera per far conoscere la città ai torinesi ed al mondo.
Innanzitutto con una serie di mostre che stanno avendo un notevole successo. Da Odissee, ormai alla fine, alla mostra di Ferre’ che sarà prorogata sino a Pasquetta prima di iniziare a girare per l’Italia arrivando poi a San Pietroburgo (ma anche gli Emirati Arabi sono interessati)”.

Proroga anche per gli arazzi mentre si stanno preparando le nuove iniziative

Dal 28 marzo ospiteremo Carlo Magno va alla guerra, con affreschi che arriveranno da Chambery. Affreschi a tema laico e non religioso. Carlo Magno come simbolo di una diversa idea dell’Europa. E il 21 marzo si inaugura la mostra con i mobili di Piffetti, ambientati nella camera di Madama Reale. Sarà anche esposto il planetario di Piffetti, restaurato grazie ad esperti che hanno ricostruito i movimenti”.
A fine ottobre sarà la volta di una mostra dedicata alle due Madame reali, entrambe francesi e Curto pensa ad una presentazione a Roma presso l’ambasciata di Francia a rimarcare gli storici legami tra Torino e il Paese transalpino.

Il ruolo del direttore non è però limitato alla promozione culturale

Di fronte ai tagli dei finanziamenti pubblici, Curto deve cercare spasmodicamente qualche mecenate e sponsor. Così la Fondazione Crt è pronta ad investire più di un milione di euro per il restauro della facciata, Iren ha finanziato il nuovo ascensore.
Perché Palazzo Madama merita una visita accurata al di là delle mostre temporanee. Sia per le collezioni sia per la meraviglia architettonica. Migliorerà la segnaletica interna, cambieranno gli infissi moderni. Sarà ancora più bello, il Palazzo, per accogliere turisti e torinesi”.

Senza inventare corsi di ginnastica

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