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Gli Agenti di Commercio sono un esercito di oltre 200 mila professionisti che – armato di automobili, cataloghi, telefoni e computer portatili – ogni mattina mette in moto l’economia del nostro Paese.

I dati sono senz’altro impressionanti.

L’Italia continua ad essere il paese europeo con il maggior numero di Agenti di Commercio e l’unico con una cassa previdenziale di Categoria, la Fondazione Enasarco.

Nonostante le gravi difficoltà attraversate nella recente crisi economica, nel nostro Paese ogni mattina quasi 230.000 agenti di commercio accendono il motore della loro automobile per sostenere economia e sviluppo dei nostri territori.

Alle cessazioni di attività ha fatto fronte l’entrata di giovani in cerca di prima occupazione e di soggetti in età matura (45/50 anni) espulsi dal mondo del lavoro subordinato, segnando un incremento del +7,2% nell’ultimo triennio.

Secondo le stime del Centro studi dell’Usarci, tra il 65 e il 70% del PIL è intermediato dall’agenzia commerciale.

Quella dell’agente di commercio è una professione molto richiesta dal mercato del lavoro: oltre il 35% degli annunci, sia da parte di aziende dirette che mediati da agenzie interinali, è proprio alla ricerca di questa figura. La crisi rende infatti indispensabile, soprattutto alle piccole e medie imprese, il ruolo svolto da un agente di commercio, capace di esaminare il mercato e mettere a punto tecniche di marketing vincenti.

Ne abbiamo parlato con Antonello Marzolla, Segretario Nazionale dell’Usarci, che ha fatto della tutela degli Agenti di Commercio la sua professione da quasi 30 anni.

L’Organizzazione che guida, l’Usarci, è infatti una delle principali Associazioni che assiste e supporta questa Categoria, l’unica a rappresentare solo gli Agenti e Rappresentanti.

Marzolla, perché in un mercato dominato dalle nuove tecnologie e dall’e-commerce ha ancora senso che esistano gli Agenti?

Sono contento di poter cominciare da questa domanda, è certamente una tra quelle che più spesso mi viene rivolta e più mi sta a cuore perché riguarda il futuro della nostra Categoria. Dobbiamo combattere contro colossi informatici che senza possedere una sola stanza d’albergo sono le più grosse strutture alberghiere del pianeta, contro società che senza aver acquistato un solo prodotto sono i più grandi negozi esistenti, contro aziende di trasporti che senza possedere una sola autovettura sono i più grandi tassisti esistenti. Sinceramente non riesco a immaginare un futuro prossimo fatto di vetture senza autisti, di commerci senza più negozi, di merci senza patria. Un domani nel quale le relazioni interpersonali siano solo quelle dei social network e dove saranno i droni a fare le consegne di merci ordinate da un terminale. Non immagino un mondo nel quale l’uomo è al servizio delle macchine; credo in un futuro nel quale l’uomo ed il lavoro sono al centro, dove le città sono ancora illuminate dalle vetrine dei negozi, dove le piccole produzioni di eccellenza non devono fare i salti mortali per rientrare in regole astruse pensate per le multinazionali. Per questo credo nel futuro degli Agenti, e investo nel mio lavoro ogni giorno con impegno affinché l’umanità torni al centro delle transazioni economiche e del commercio. La genialità e l’innovazione sono alla base della futura crescita economica, non certo la ripetitività fine a se stessa. Gli Agenti di Commercio incarnano perfettamente, con le loro competenze e capacità, questo modello di sviluppo.

Parliamo di Enasarco, di cui Lei è Consigliere di Amministrazione e Presidente del Comitato di Investimenti. La Fondazione è da sempre oggetto di amore e odio da parte degli Agenti. Ha una ricetta affinché possa avvicinarsi di più agli Agenti che ne costituiscono, con i loro contributi, il cuore pulsante?

A proposito di questo argomento credo sia assolutamente necessario che sia rivisto anche il ruolo delle Casse privatizzate, di cui l’Enasarco è la seconda per importanza e per valore patrimoniale, affinché inseriscano nell’orizzonte anche quegli investimenti correlati strettamente all’attività svolta dai propri assistiti. Per la nostra Categoria, che è erosa da una contrazione, ormai purtroppo costante, di circa 4.000 unità, è fondamentale porre il focus su tutti quegli investimenti in attività reali che possano svilupparsi attraverso l’aumento di Agenti di commercio. Chiediamo ai Ministeri vigilanti di agevolare le politiche di sviluppo in tal senso perché creare nuovi posti di lavoro e rendere possibile la crescita di imprese italiane, nei fatti, vale molto di più che un 1% di interesse in più su un investimento, evita la crisi delle casse e incrementa il rafforzamento dell’economia. Troppo spesso le casse previdenziali investono in fondi stranieri che usano i nostri quattrini per acquistare aziende italiane che poi decentrano in altri paesi. Non possiamo continuare a tirarci la zappa sui piedi da soli. Questo non va bene, perché priva di risorse la nostra crescita interna e indebolisce la nostra economia. Serve un nuovo rinascimento manifatturiero che attragga investimenti e crei posti di lavoro nuovi, serve una politica complessiva ed unitaria che abbia visione di prospettiva.

Nel resto d’Europa gli Agenti sono principalmente società di grandi dimensioni, in Italia ditte individuali o al più imprese familiari. E’ necessaria un’evoluzione?

Siamo di fronte ad una sfida che è già iniziata anche dentro la nostra Categoria, un tempo fatta in assoluta prevalenza da imprese individuali, ma che ormai si trasforma, a ritmi di un migliaio di nuove società di capitali all’anno. Sono colleghi che hanno capito che solamente mettendo insieme le forze e strutturandosi sono in grado di restare su un mercato sempre più esigente ed orientato al valore aggiunto del servizio. In Europa siamo in assoluto la nazione con il maggior numero di agenti di commercio, 240.000 circa in Italia contro i 40.000 circa tedeschi e questo divario numerico è simile anche negli altri paesi della moneta comune. Il trend è la riduzione costante delle imprese individuali e l’aumento di società di agenzia tra colleghi e ritengo che sia un’evoluzione che offre importanti possibilità di prospettiva. Quale strada dobbiamo percorrere quindi? Quella che ci porti a trovare un equilibrio con la creazione di strutture complesse ed organizzate.

Concludendo, cosa può fare l’Usarci per stare al fianco degli Agenti di Commercio e tutelarne la professionalità?

Dobbiamo guardare il mondo dall’alto per percepire opportunità e cambiamenti. Ecco perché stiamo lavorando con impegno all’avvicinamento ad un sistema confederale come CISL che se si consoliderà permetterà di essere influenti nelle battaglie di civiltà, dire la nostra sul fisco, sullo stato sociale, sulla burocrazia che è come le sabbie mobili, ingoia lentamente l’entusiasmo di chiunque voglia fare impresa. La nostra Organizzazione deve partecipare al rilancio del paese nel settore manifatturiero, nell’alimentare, nella moda, nel design, nel turismo affinché si crei nuova occupazione ed aumenti la richiesta di agenti di commercio. L’Usarci è una forza popolare, ed al popolo degli imprenditori come noi non si parla per scorciatoie, parlano i fatti e noi quelli dobbiamo fare. Dobbiamo aprire a temi di grande rivendicazione, dobbiamo farlo coniugandoli con i nostri valori che sono il coraggio, la dedizione, la tenacia, la solidarietà. Il prossimo anno l’Usarci festeggerà il suo settantesimo compleanno, ma vi assicuro che se ci guardiamo allo specchio vediamo ancora una Organizzazione giovane, battagliera, piena di vitalità e di voglia di fare.


Le opinioni dei lettori
  1. EUGENIO TREGLIA   On   9 luglio 2018 at 12:52

    Eccone un altro che parla,parla, parla,parla,parla,parla,parla, parla,parla, parla ……
    Tutte chiacchiere che si ripetono da anni …… MA, FATTI E COSE CONCRETE per i diritti degli Agenti ????? QUANDO ??????

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