fbpx


Si chiude oggi a Torino il Salone del libro censurato. Ma le polemiche sono destinate a proseguire.

Perché – assicura Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura – quello che è successo è gravissimo e non si può far finta di nulla”. Chi ama l’untuosità e la stretta di mano melliflua in stile democristiano non amerà la franchezza di Borgonzoni.

Non si possono tollerare le liste di proscrizione -prosegue – anche se si è cercato di far dimenticare che il signor Raimo, consulente del vertice del Salone del libro, non si era limitato a mettere al bando un libro su Salvini pubblicato da una casa editrice vicina a Casa Pound, ma aveva inserito altre case editrici ed intellettuali che non sono su quelle posizioni ma che hanno l’ardire di pensare liberamente”.

Colpire il dissenso, insomma. Perché Giubilei, di Idrovolante, non è vicino a Cpi, così come non lo è Giuli o la casa editrice Eclettica. Ma non sono allineati al pensiero unico obbligatorio e, dunque, devono essere proscritti.

Bisogna anche ricordare – spiega il sottosegretario – che l’intervento di Raimo non si limitava ad indicare il nemico, ma incitava all’odio, alla violenza. Giubilei è stato minacciato proprio al Salone del libro”.

Per Borgonzoni, comunque, non sono mancati alcuni aspetti positivi, con qualcuno che, in privato, è andato a scusarsi con la rappresentante del governo. “Ma non è sufficiente. Era il Salone che, in forma ufficiale, doveva prendere le distanze da uno come Raimo. Erano gli intellettuali che dovevano schierarsi apertamente contro un loro collega che sogna di far tornare gli anni di piombo”.

Invece nulla. Nè al Salone nè fuori. Tutti ancora timorosi di esprimere liberamente il dissenso nei confronti di una sinistra che ha occupato tutti i centri di potere della cultura ed ha espulso, ghettizzato, emarginato chiunque osasse dissentire.

Noi, invece, con il governo del cambiamento non emarginiamo nessuno. Noi crediamo nel valore della differenza, dell’incontro tra culture differenti, tra idee anche lontane. Siamo noi che costruiamo ponti mentre loro erigono muri”.

Qualcuno inizia a capirlo. Ma il rischio è che saltino a bordo del nuovo corso i peggiori trasformisti che, dopo essersi prostrati ai vertici culturali del passato, ora si indignino a comando contro i Raimo della cultura per ingraziarsi il nuovo governo.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori




ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST