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È un inferno essere Cottarelli. MasterChef dell’economia italiana, economista, manager, consigliere, pensionato, opinionista, super star ricercato da giornali e tv.

Dopo la pensione Cottarelli ha deciso di fare l’influencer, lo stesso mestiere della Ferragni. La sua giornata è piena come la torta Pasqualina ed è un incubo ad altissima velocità. Siete pronti? Bene: pronti, pazienza e via.

Sveglia alle sei del mattino, primo collegamento telefonico con Radiorai, e poi secondo collegamento con Radiodue e poi con Radiotre. Giusto il tempo per afferrare un paio di mutande e via sul taxi per rincorrere gli studi di via Teulada. Rapido parere sui conti pubblici che non tornano, rapido parere sull’immigrazione, rapido parere sul governo, rapido parere sul Venezuela, stringati pareri su Trump, Putin e Obama.

L’agenda scoppia, ma tiene il punto. Gli ricordano che per 10 minuti è stato presidente del consiglio, afferra un cellulare, risponde a una domanda sulla questione palestinese e in collegamento con Barbara d’Urso rassicura i risparmiatori del mondo dicendo che l’Italia è sull’orlo del fallimento. Sale lo spread. I tedeschi si incazzano. I francesi sputano per terra. Cottarelli sorride.

Gli chiamano un taxi, rapido caffè e via negli studi televisivi di Agorà dove gli ricordano che per 10 minuti è stato presidente del consiglio. Sorriso di prassi. Ma il Cotta regge. Rosica, ma regge. Barcolla ma non molla. Rapida consulenza ragionieristica sul debito pubblico italiano, rapido ripasso sulla legge Fornero, volo rasente sul debito della Spagna e del Portogallo, stangata finale sui greci maledetti. Pubblicità.

La colonna sonora del bagnoschiuma non lo ferma. Al telefono concorda interviste con la Stampa, con il Corriere della Sera, con Repubblica, con il Corriere Mercantile, e il quotidiano Formiche.net. Sfoglia l’agenda, ma l’onorevole in studio gli fa il ganascino, lo provoca ma lui non ci casca. Sorride sorride sorride. Sono le 10 e la giornata che gli si srotola sotto ai piedi sarà lunghissima.

Pausa caffè, spremuta d’arancia, un pizzico di sale dietro alla schiena che non si sa mai, rapida consulenza al collegio dei revisori dei conti dell’Appennino ligure sulla fatturazione elettronica. Giudizio lapidario sulla fatturazione elettronica: una cagata pazzesca. Giudizio sbrigativo su di Maio: scena muta. Giudizio universale sul presidente Bagnai: scena muta.
Ore 12: Mirta Merlino gli ricorda che per 10 minuti è stato presidente del consiglio, sorriso d’ordinanza, gesto di stizza.

Rapida consulenza sulla Corte dei Conti Svizzera, rapida consulenza sul diritto del lavoro del Canton Ticino. Lo spread scende, e sale l’audience. Lui sale sul taxi. Collegamento con Enrico Mentana e contemporaneamente con la presidenza del consiglio dei ministri che apprezza i suggerimenti ma li respinge come i migranti a Ventimiglia.

Giornata faticosa. Come le altre, del resto. Ore 14: Tagadà. Ore 15: intervista al Corriere della Sera. Ore 16: intervista con il Corriere mercantile. Ore 16:30 Pomeriggio cinque con Barbara d’Urso che gli ricorda che per 10 minuti è stato presidente del consiglio. Ore 17: caffè. Anzi no: taxi. Dicono che da sei mesi l’intervista di Cottarelli sul rapporto deficit Pil, sia sempre la stessa a cui cambiano soltanto il titolo. Ore 18,30: imboscata di Cruciani e Parenzo alla Zanzara. Mannaggia che ragazzacci sti due. Ore 20: collegamento con Mentana, ore 20:45 comparsa nello studio di Lilli Gruber. Ore 21:30 ospite fisso da Floris e da Fornirgli in contemporanea. I vivaisti si lamentano per il buco. Alle 23 Bruno Vespa gli ricorda che per 10 minuti è stato presidente del consiglio, sorriso ormai floscio.

Rapida consulenza a Fabio Fazio che non capisce un tubo di economia, ma gli ricorda che per 10 minuti è stato presidente del consiglio. Stavolta Cottarelli s’incazza, viene avvistato contemporaneamente in Vaticano, su Raidue su Raitre su Rete 4 e nella telenovela il Segreto.

Costanzo si lamenta. E pure la De Filippi. La carta di credito intanto fuma. Come la moglie che gli presenta il conto alle 24: il fax dell’avvocato con la richiesta di divorzio. Luna nel cielo, lenzuola stirate, pantofole e sigaro. Alla una del mattino gli incubi: Sgarbi lo insulta, Salvini vola nei sondaggi e lui è presidente del consiglio per altri 10 minuti con Di Battista e Berlusconi, il mondo si rovescia, il fondo monetario si smentisce e l’unione europea fa mea culpa. Cala lo spread.

Non riesce a prendere sonno, e sono le tre. Giusto tre ore per abbassare la saracinesca e suona di nuovo la sveglia: collegamento con Raiuno, Raidue, Raitre, Canale cinque e Rete 4. Al suo fianco la moglie non c’è più, se ne era andata cinque anni prima con l’amante mentre lui rilasciava un’intervista ad Antonio Padellaro. È un inferno essere Cottarelli. E il festival di Sanremo deve ancora cominciare.


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