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Anni di “bisogna andarci”, “il prossimo anno ci andiamo eh” e finalmente ci siamo decisi, dopo il Lollapalooza affrontiamo un nuovo festival il Rock Am Ring.

1.06.18
Biglietti presi, volo preso, hotel prenotato e macchina noleggiata.
Partenza da Milano direzione Bergamo, il volo è alle 6.30 del mattino tutto organizzato per arrivare in tempo.
Atterrati a Colonia prendiamo il nostro bolide (una macchina ibrida che non sappiamo accendere), impostato il navigatore partiamo con direzione Nurburgring, arrivati in albergo abbiamo solo il tempo di cambiarci e sistemarci, ovviamente il tempo non è dalla nostra la pioggia ci ha seguito fino in Germania. K-way, zainetto e giacca e siamo pronti a fare il nostro ingresso.

Solita routine, coda, biglietto e infine bracciale, iniziamo il nostro primo #rar. Sono solo le 15 e infatti non è così affollato il Ring.
Sotto il diluvio andiamo in spedizione, direzione main stage, il festival è diviso su 3 palchi differenti il Volcano Stage (main), Beck’s Stage e infine Alternate Stage (quello più piccolo).
Abbiamo la nostra scaletta da seguire ma sicuro non riusciremo a vedere tutti, ci sono troppi gruppi e troppo poco tempo.

I primi in lista sono i Jimmy Eat World, per fortuna ci sono i maxi schermi la distanza è troppa per poter vedere il palco. Il main è diviso in 3 zone per evitare la ressa all’uscita ma anche all’entrata, questi tedeschi sono super organizzati. Ascoltiamo mezz’ora e ci dirigiamo verso l’altro palco perché alle 16:10 arrivano le Baby Metal. Non avendole mai viste dal vivo siamo molto curiosi, 3 ragazzine giapponesi che cantano sulle sonorità dell’ heavy metal, sicuro è l’esibizione più particolare della giornata.

Torniamo al Volcano dove sta iniziando al sua esibizione Milky Chance, insieme a lui torna il sereno e uno spiraglio di sole arriva a Nurburgring, è la nostra prima volta ma conoscendo i suoi brani restiamo per tutta la durata dell’esibizione in attesa di Stolen Dance.

La fame si fa sentire e c’è l’imbarazzo della scelta, hot dog, hamburgher, pizza e patatine che diventeranno la nostra routine quotidiana.

Gli Enter Shikari fanno il loro ingresso, per loro ci spingiamo il più possibile vicino al palco, siamo fan da anni e non siamo mai riusciti a vederli dal vivo. Il pubblico li ama e si percepisce da come vengono accolti.
Una delle migliori performance dei tre giorni, loro sono grintosi e scaldano il pubblico senza scenografie e luci. Soddisfatti della loro esibizione rimaniamo nei paraggi (e aggiungo meno male), arrivano gli Hollywood Undead.
Una splendida scoperta, nonostante la stanchezza che inizia a farsi sentire, ormai sono le 20.00 e noi siamo in giro dalle 4.00 del mattino, ascoltiamo con molta curiosità questo gruppo.
Sono americani, fanno rap metal e indossano delle maschere, impossibile stare fermi soprattutto quando partono le prime cover (Bonjovi) e altri brani molto conosciuti. Soddisfatti al 100% di quello che stiamo vedendo.
Il Beck’s è il nostro stage, il tempo di cambiare la strumentazione e arrivano gli A Perfect Circle, loro li conosciamo ma mancavano alla nostra lista dei concerti, usciti da poco con il nuovo album fanno la loro apparizione sul palco.
Maynard James Keenan (voce dei Tool) compare nel suo abito blu, a noi ricorda Capitan Uncino, purtroppo ci fermiamo solo mezz’ora perché il Volcano stage ci chiama, 22:50 Jared Leto ci aspetta.
Per noi è la quinta volta che ci troviamo davanti ai Thirty Seconds to Mars, sappiamo cosa aspettarci e siamo consapevoli della delusione che avremo dopo, ma non possiamo saltare la loro esibizione. Come ogni volta Jared intrattiene il pubblico (forse anche troppo), per fortuna la scaletta è composta da molti brani vecchi, “The Kill”, “Do or Die” e “Kings & Queens”. Porta una ragazza in lacrime sul palco che non sa cosa dire, troppo emozionata per stare di fianco alla band ma soprattutto ha davanti 150.000 persone.
Non aspettiamo la fine dello show, dall’altra parte stanno iniziano gli Stone Sour.
La nostra prima volta, arriviamo in tempo per l’ultima mezz’ora, anzi, arriviamo in tempo per ascoltare uno dei brani più conosciuti: “Through Glass”.

Ormai è mezzanotte siamo stanchi e infreddoliti (si gela), e ci diciamo, ok ascoltiamo un paio di brani del reverendo e se non ci soddisfa visto la delusione di Torino andiamo a casa.

Ore 01:15 arriva sul palco Marilyn… con tutto il nostro stupore questa volta è in piedi, finalmente è guarito e comincia il suo show.
Questa volta non ci delude, anzi, sulle note sei brani più conosciuti scatena la folla e riesce a mantenere il controllo dello stage, è tornato!! Restiamo quasi per tutta la durata dello show, ma un altro artista ci reclama, Vitalic.

Di sicuro l’artista più “fuori luogo” del Rock Am Ring! Il dj francese fa ballare l’ Alternate stage, siamo rimasti in pochi, a lui il compito di chiudere il primo giorno.

Guardiamo l’orologio, ormai sono le 2:30 e noi abbiamo quasi toccato le 24h in giro, forse è tempo di andare a letto.
Saliamo in macchina, accendiamo il riscaldamento con un solo pensiero, il nostro letto ci attende.

Una prima giornata intensa, forse abbiamo esagerato!


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