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Tra poco inizierà la stagione dei matrimoni, che con sé porterà un’unica grande certezza: l’acquisto di vestiti che non rimetteremo più

Quelle tra di noi che avranno la (s)fortuna di essere scelte come damigelle o testimoni avranno anche l’aggravante di comprare un vestito dai colori improbabili, da almeno due zeri e quando, mestamente, strisceranno il bancomat davanti all’entusiasta sposa accenneranno un timido “ma tanto poi lo rimetto, al massimo lo faccio accorciare”.
Siamo serie, amiche, non lo faremo mai accorciare.

Come sempre, però, ci pensa Hollywood a levarci dall’impasse

Durante la cerimonia degli Oscar, l’attrice Tiffany Haddish si è presentata sul palco, per annunciare il vincitore della categoria “miglior cortometraggio documentario” (premio vinto da “Heaven is a traffic jam on the 405” di Frank Stiefel, ndr) con un bel riciclone. L’attrice, infatti, aveva già indossato il vestito per la prima volta al red carpet del suo film, “Girls Trip”, a luglio, e una seconda per il suo monologo al Saturday Night Live a novembre.

A chi l’ha criticata per la scelta, dicendole che stava infrangendo uno dei principali taboo di Hollywood, l’attrice ha commentato che il vestito era troppo bello e troppo costoso ($ 4.000) per poterlo indossare solo una volta. Come darle torto, di fronte a un abito bianco candido con scollo all’americana e collo impreziosito da pietre preziose di McQueen. La Hiddish ha pensato però di confondere il pubblico cambiando gli accessori e quindi, a differenza delle altre volte, invece di abbinarci il meraviglioso sandalo di Jimmy Choo, visto e rivisto, ha scelto una very comfy ciabatta in pelo.

Finalmente, quindi, abbiamo assistito al crollo dell’unico grande diktat occidentale rimasto ancora in piedi: non si mette lo stesso vestito, se gli invitati sono gli stessi.


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