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Scossa

scuotimento rapido e violento” dice il dizionario

Io parlo della scossa dentro. Che è una rarità e fa bene.

Contesto: io e lui, ma non siamo insieme (anche se scherzando dentro di me io dico che è il mio fidanzato, lui non lo sa).

La situazione già esaminata: Lui mi piace tantissimo, ma non ho speranze. L’invito a prendere l’aperitivo è una gentilezza.

La previsione come da protocollo: Non sono nata ieri. Ho catalogato e valutato tutti gli aspetti e le conseguenze: un aperitivo, un saluto e alla prossima, chissà quando.

Stato d’animo: Sono tranquilla e tutto andrà come prestabilito.

Il mio motto: Carpe diem. Il giorno lo conosco già.

Fotografia della situazione: Sono felice, senza alcuna aspettativa, davanti al mio spritz al Campari e lo guardo adorante mentre mi racconta alcuni episodi divertenti della sua vita e di un suo caro amico, nel tempo di clessidra che mi è concesso.

La mente: mi ricorda che domani mattina parto ed è già oltre, alle cose da mettere in valigia e al seguito della giornata di domani, tanto si sa…

Quando arriva la scossa dentro:

Tanto ci vediamo domani”.

Pronto? Occhi sgranati, esplosione interiore, bocca aperta, cuore che salta.

L’imprevedibile trionfa.

Chi sei tu che osi essere capace di spiazzarmi?

Non importa, dico, se e quando succede, raro, la sconfitta, se sconfitta è, ha un senso.

Rammarico: non avere parole migliori per descrivere la sensazione che ho dentro.


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