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Il discorso vale oramai un po’ per tutti. Quindi il discorso può essere affrontato in modo assolutamente neutro, altro che bipartisan. Insomma. La politica italiana è soggetta ad un appiattimento davvero avvilente.

Un tempo se t’addentravi in qualche sezione e/o sede di partito bene o male sapevi da che parte andavi a parare. Facesse parte di tri quadri o pentapartiti, archi costituzionali di non meglio definita natura oppure all’opposizione.

Oggi no. Ti ritrovi inspiegabilmente gomito a gomito con gente che fino ad avantieri detestavi. E che la pensava in modo diametralmente opposto al tuo.

Senza contare poi le coalizioni, di qualunque colore esse siano. Un vero minestrone. Nessuno chiede di tornare a passati periodi che hanno portato ad eventi anche e purtroppo tragici, ovvio. Ma almeno un minimo di coerenza e chiarezza di propositi…

Certo. Voltandosi da una parte o dall’altra formazioni che ricordano i partiti “come erano una volta” ci sono, eccome. Ma la frammentazione è in ogni caso assurda. Riducendosi a rare incursioni nel sociale, semplice testimonianza nonché percentuali elettorali minime. Con l’orologio della storia malinconicamente fermo. Causa meccanismi ingrippati ed abrasi che giammai consentono l’aggancio con la realtà. Che si muove, inesorabile.

Fanno più notizia eventuali e più o meno violente scaramucce tra duri e puri avversari/nemici che altro. Gli “attacchinaggi” di manifesti si fanno sempre più rari. I comizi, pure. O quantomeno vengono tenuti perlopiù al chiuso in sale con posti limitati.

Piuttosto che correre il rischio di ritrovarsi ad arringare in piazze semideserte. Tanto ci sono televisione e “social”… Vanno di moda per lo più i cosiddetti “gazebo”, forti della presenza di pochi militanti. Facile trovarne nella medesima via un numero imprecisato, per tutti i gusti.

Si, ma la sostanza dov’è? Un tempo per piazzare un risicato banchetto, al fine di raccogliere firme od altro, occorrevano almeno una ventina di persone. Dieci stavano dietro. Gli altri di fronte. Al fine di impedire che qualche incursione indesiderata facesse volare tutto all’aria, come minimo.

Insomma, oggi recandosi alle urne per consumare la propria razione di matita copiativa, non è dato sapere con chi si andrà ad alleare il partito o candidato per cui s’è espresso il proprio voto. Con ciò non s’intende incoraggiare l’astensionismo. Anzi. Una scelta è pur sempre meglio farla. Ma pensare che in passato parecchie persone per le proprie idee ci abbiano rimesso addirittura la vita fa riflettere. E parecchio.


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