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Chi si annoia durante le vacanze è più produttivo quando rientra al lavoro? Sembrerebbe di sì, se dobbiamo credere a quanto ha affermato di recente Jeorge L. Sanford del College of Education and Human Development della prestigiosa Università del Minnesota.

L’Ateneo che sorge sulle rive del fiume Mississipi, e che oggi è la quarta più grande università statunitense in termini di popolazione studentesca, ha avviato una ricerca su uno dei mali tipici della moderna civiltà occidentale.

Da tale ricerca emerge che i periodi di inattività dal lavoro comportano seri rischi di depressione. Ma se tali periodi sono brevi aumentano il desiderio di darsi da fare non appena si torna al lavoro. Ciò vale, naturalmente, per coloro che un lavoro hanno la fortuna di avercelo.

Ma il fenomeno rilevato vale soprattutto per quei paesi in cui le vacanze sono numerose e brevi, come appunto quelli anglosassoni. In Italia, dove le vacanze durano di più e sono meno frequenti, le cose vanno diversamente.

Ma c’è dell’altro: in Italia, infatti, non ci sia annoia mai, specie durante le vacanze. Sarà per questo motivo che il nostro paese ha il tasso di produttività più basso tra quelli europei, ben al di sotto di Germania, Regno Unito e addirittura Spagna?


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