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Un terzo dei parlamentari – 185 deputate su 630 e 86 senatrici su 315 – è donna. Oltre un quarto delle posizioni nei consigli di amministrazione nelle società quotate è ricoperto da donne.

Ed anche il gap tra stipendi maschili e femminili scende a livello nazionale al 10%, contro una media Ocse del 15%.

A metterlo in evidenza, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, è l’ Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche ( www.upda.it), che traccia un bilancio di genere considerando partecipazione politica, presenza nei consigli di amministrazione, divario salariale, partecipazione alla forza lavoro.

Ma, secondo quanto rilevato dall’ Università Popolare è soprattutto a Roma nel Lazio che negli ultimi anni le donne sono riuscite a conquistarsi uno spazio di tutto rilievo.

L’indice del Lazio è pari a 78/100, ben al di sopra dell’indice nazionale che è pari a 68/100. Ed è ancora più alto a Roma (80/100), mentre nel resto della regione – escludendo quindi la Capitale – somma 74/100.

Roma batte così anche Milano. Escludendo il resto della regione, il Capoluogo lombardo ha infatti un «Glass-Ceiling Index Upda» pari a 78/100.

A livello di regione, ad essere più performanti rispetto al Lazio è il Piemonte (con un indice pari a 80/100), l’Emilia Romagna (anch’essa a 80/100), il Friuli Venezia Giulia (81/100), le Marche (83/100), il Veneto (85/100), la Lombardia (87/100), la Valle d’Aosta (88/100) ed il Trentino Alto Adige (89/100).

Al di sotto della performance del Lazio, ma al di sopra del dato nazionale, si collocano anche l’ Umbria con un «Glass-Ceiling Index Upda» pari a 71/100 e la Toscana che arriva a 76/100.

Le tre regioni fanalino di coda in Italia sono invece la Sicilia con un un Glass-Ceiling Index Upda pari a 38/100, la Calabria che raggiunge un punteggio di 40/100 e la Puglia che totalizza 43/100.

Lo studio tiene conto di 10 indicatori: partecipazione politica, presenza in parlamento, presenza nei consigli di amministrazione, divario salariale, partecipazione alla forza lavoro, attaccamento al mercato del lavoro, diritti di maternità, rappresentanza nei posti di lavoro senior, risultati scolastici e domande di business school.

Il bilancio del divario di genere tracciato dall’ Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche vede comunque l’Italia posizionarsi decima al mondo, a parimerito con il Canada.

Il nostro Paese ha infatti un Gass-ceiling index Upda (GCIU) pari a 68/100, superiore alla media Ocse che secondo quanto calcolato dall’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche è pari a 54/100.

L’Italia batte così anche la Svizzera che raggiunge un GCIU pari a 48/100, il Regno Unito (51/100), i Paesi Bassi (52/100), la Germania (56/100) e perfino gli Stati Uniti (58/100).

Le peggiori performance si hanno invece, a sorpresa, nel Regno Unito (51/100), Svizzera (48/100), Turchia (32/100), Giappone (30/100) e Corea del Sud che è ultima con un GCIU pari ad 84/100. ( AJ-Com.Net).


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