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Stay safe, stay foolish
Prudenza e follia possono essere i due nuovi paradigmi della fase 2 allargata (ma non fuori controllo).

Dare una definizione dei due termini non dovrebbe essere difficile. E’ prudente qualsiasi comportamento che ciascuno ritiene adeguato a fronteggiare il rischio così come lo percepisce lui (già! …). E’ folle (foolish in inglese ha una valenza positiva e non anche patologica come nella nostra lingua) qualsiasi comportamento che ciascuno ritiene adeguato per staccarsi dalla razionale conformazione collettiva.

La difficoltà consiste nel porre in relazione i due termini: si può essere prudentemente folli o follemente prudenti?

Si, ed è il comportamento più adeguato ai bambini, ai ragazzi e agli adolescenti. E glielo dobbiamo.
In nome della prudenza abbiamo annientato la vitalità, unica, della loro età, e abbiamo invertito la scala dei loro valori (alienati nerd con video e tastiera è più prudente che in gruppo con gli amici, in azione con la squadra, che sarebbe folle, appunto): insomma, gli abbiamo detto, d’ora in avanti dovete essere esclusivamente prudentissimi.

Eschilo ragazzi! che qui sotto si Sofocle: attenzione alle scale che sono Euripide e chi cade si Tucidide.
Adesso dobbiamo incoraggiarli a essere folli con l’unico limite dato dal loro individuale buon senso e intuito: la follia riguarda l’entusiastica partecipazione soggettiva alle iniziative edonistiche; la prudenza riguarda il risvolto (noi adulti diciamo le ricadute) collettivo che è loro interesse e dovere tutelare da se stessi.

Ma così non sono loro: avremo sulla coscienza di averli fatti scavare un tunnel senza mai venire in superficie. E se poi si abituano e diventano anche miopi?

Diamo loro fiducia. Ci riusciranno: un fatto è certo, comunque ci devono provare e sarebbe un successo se convincessero anche noi ad andare avanti con folle prudenza.


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