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A Torino quando si indica una via pedonale il pensiero va subito a Via Garibaldi, l’antica Via Dora Grossa. Nel lontano 1979, Sindaco Novelli, tra molte polemiche, divenne la prima via pedonale della città, la seconda più lunga d’Europa. Anticipò di alcuni decenni la trasformazione del centro cittadino.

Questi primati, graditi ed apprezzati dai torinesi e dagli operatori commerciali, non hanno impedito, negli ultimi anni, un lento ed inesorabile degrado.

Se la si percorre da cima a fondo, tra la precarietà di parte della pavimentazione, si trova di tutto nella responsabile e colpevole disattenzione e complicità dell’amministrazione comunale. Per raggranellare quattro spiccioli autorizzano di tutto e di più.

Ambulanti abusivi, bancarelle da fare invidia alle peggiori fiere e feste di via, “ venghino signori venghino”, creme dimagranti su un banchetto da gioco delle tre carte, OPI ( operatori del proprio ingegno ) che vendono, principalmente, prodotti seriali con “gazebo” mastodontici.

Mendicanti di professione, con un look “total black” simili alle “prefiche” del sud Italia, appollaiate su cartoni e cassette di plastica che lasciano, a segnare il posto, in maniera permanente. Venditori del costoso ed invidiato, da tante casalinghe, “ Bimby”.

Episodiche, ma indimenticabili, vendite di zucchero filante e di crocchette e biscotti per animali. Un giorno anche una giostrina.

Non manca il genere “ vintage” rappresentato da espositori di cartoline che ci riportano alla nostra infanzia unite a distributori, rispettando la stagionalità, di granite e cioccolata calda, rigorosamente in “plein air” con un unico riparo da polvere e pioggia costituito da qualche cartone in totale assenza di controlli sui permessi e sull’igiene.

Ultimi arrivati, la modernità avanza inesorabile, i cartelloni pubblicitari luminosi che da paralleli al senso stradale sono stati messi perpendicolari.

Questo ha ridotto la principale caratteristica della Via , la prospettiva che permetteva di osservarla nella sua lunghezza da Piazza Catello a Piazza Statuto.

Ultimo, ma non meno brutto ed invasivo, il Box di vetro e metallo, enorme in centro strada, di una nota marca di sigarette elettroniche. Si presentò un giorno con tradizionale e rumoroso generatore di corrente, sostituito poi da un collegamento elettrico che, a prima vista, non sembra rispettare le norme di sicurezza ed i relativi permessi.

Un vero e proprio Suq, nel senso negativo che noi italiani diamo a quegli straordinari e caratteristici mercati di molte città arabe. Tutto questo avviene nel disinteresse dell’amministrazione comunale e dei due assessori competenti.

L’ineffabile assessore al Commercio ed il misconosciuto assessore alla Polizia municipale. L’ultima speranza rimane l’Associazione dei Commercianti che si risvegli, in un sussulto di decoro urbano, e chieda alla Città di intervenire per fermare il declino ed il degrado della via pedonale più amata dai torinesi.


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