fbpx


Viaggiare. Ancora una variazione sul tema, perché tema ricorrente, usato ed abusato un po’ in tutte le salse. La più insipida è quella del viaggio come metafora della vita. Insipida perché sostanzialmente falsa.

La vita, o quella che meglio sarebbe chiamare semplicemente esistenza, è per lo più stasi. Rimanere fermi, agitandosi senza davvero muoversi.

In “Segreti dello spazio e del tempo” Massimo Scaligero ci dice che l’uomo crede di muoversi, mentre in realtà viene mosso.

Il viaggiare ne è la riprova. Ci spostiamo da un continente all’altro in poche ore, chiusi dentro quei gusci di noce che sono gli aerei. È una condizione sospesa: veniamo spostati da un punto dello spazio fisico ad un’altro senza muoverci. Senza neppure avvertire il movimento. Come nella nostra esistenza. Passiamo dalla giovinezza alla vecchiaia senza averne praticamente coscienza, se non per lo scemare delle forze e l’aumentare degli acciacchi. Non cambiamo davvero, subiamo solo l’erosione del tempo.

È per questo, forse, che la prospettiva di un viaggio ci instilla sempre un po’ d’inquietudine. Lasciare i luoghi familiari, la nostra tana ci spaventa. Ed è per questo che non riusciamo mai a viaggiare davvero. Restiamo radicati. Di fatto inamovibili. Abitudini e schemi mentali sono le nostre radici. In parte anche le nostre catene.

Oggi viaggiare significa cercare modi di spostamento i più rapidi possibili, per raggiungere la meta col minimo dispendio di tempo. Il sogno, o incubo del teletrasporto di Star Treck incombe.

Eppure nei viaggi in treno di un tempo vi era qualcosa di più. Qualcosa che oggi abbiamo perduto quasi completamente. Vi era quella lentezza necessaria per guardarsi intorno. Per osservare dal finestrino lo scorrere dei paesaggi. Il mutare della vegetazione, delle architetture. Dei colori..

Oggi si passa in poco più di un’ora dalla Cappella degli Scrovegni alla Cattedrale di Noto. Dal Gotico al Tardo Barocco. E si resta straniti. Si stenta a capire. Perché non vediamo più questo capolavori emergere dal loro contesto. Dal loro ambiente naturale. Quando Giotto affrescò gli Scrovegni aveva negli occhi la verde dolcezza della campagna veneta. E la morbida linea dei Colli Euganei si profilava nell’azzurro orizzonte.

Quando Rosario Gagliardi progettò il tormentato barocco di Noto era circondato da una terra arsa, sotto un sole accecante, mentre lo scirocco portava i profumi dell’Africa e le rosse sabbie del Sahara. In treno, un’anima capace d’incanto, un’anima romantica può ancora cogliere tutte queste sfumature.

Il treno. I lunghi viaggi in treno erano anche luoghi privilegiati di avventure, intrighi, ed anche amori. Potete sinceramente immaginare il Poirot di “Assassinio sull’Orient Express” indagare nello stretto corridoio di un Boeing, o su una TAV? E “The Lady Vanishes” del ’38, il primo film dove Hitchcock dimostra di essere Hitchcock , è una storia di spionaggio internazionale ed amore ambientata su un treno che attraversa una improbabile Europa Centrale.

Nel viaggio in treno si potevano fare incontri, talvolta fatali. Si conversava come in un salotto d’altri tempi. Si discuteva di tutto. Ci si scambiava idee ed emozioni. F. T. Marinetti dedica alcune delle pagine più sapide del suo “Come si seducono le donne” alla conquista durante un viaggio in treno. Non senza un accentuato gusto per il rocambolesco.

Mattia Pascal decide di diventare Adriano Meis dopo una strana conversazione filosofica in uno scompartimento ferroviario. E il treno ha un ruolo fondamentale nel disperato amore di Anna Karenina. E nella sua tragica fine.

Dunque, l’inquietudine che puoi provare nell’imminenza di un viaggio, ed il vago senso di angoscia che ti accompagna seduta in un aereo, non ha nulla a che fare con la comune paura di volare. Semmai è l’opposto. Un sovente oscuro, desiderio romantico di immergersi davvero negli ambienti e nella natura che attraversi. Di ritrovare te stessa. E, sopratutto l’autentico senso del viaggio.


Reader's opinions

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *



Maina

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST