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Non sarà mai abbastanza rimpianto il glorioso “Specchio”. Allegato all’edizione del sabato del noto ed autorevole (nonché unico) quotidiano torinese. Purtroppo il medesimo, che è sempre stato di casa nella famiglia di chi scrive, ha un grosso inconveniente.

Nonostante la provincia di attuale residenza sia saldamente radicata in Lombardia, ostinatamente è reperibile nelle edicole unicamente l’edizione della provincia di Alessandria. E non vi è proprio soluzione. Anche abbonandosi, la versione che viene spedita è solo ed unicamente quella. Un vero peccato. Ma cambiamo discorso.

Oggi altri quotidiani, spesso, sono corredati di patinati quanto inutili inserti. Ovviamente a pagamento. Possibilmente come “sorpresa”, anche se preannunciata, sicuramente non gradita. E qui il discorso si fa se vogliamo anche banale, ma per chi scrive inaccettabile. Quindi nonostante l’esborso ulteriore rispetto al prezzo del giornale sia minimo, basta una questione di principio per decidere seppur malvolentieri d’acquistare una testata diversa.

Pur d’accordo sul fatto che il quotidiano sia fortemente radicato nella solida borghesia meneghina, la forma cambia proprio per niente la sostanza. E’ più che sufficiente prendere in mano uno di questi sciccosissimi allegati per rendersene conto. Se già il titolo provvede prontamente a procurare la classica botta di nervoso, il contenuto è anche peggio. Il cosiddetto redazionale è ridotto all’osso. Per il resto, in un mare di inserzioni pubblicitarie a tutta pagina, eccoti bell’e che serviti articoli ed accessori a prezzi stellari.
Non basterebbe uno stipendio per l’acquisto di una giacca (figuriamoci un abito…) o di un paio di scarpe. Pensiamo poi se si finisce nel campo dell’orologeria. Oggetti preziosi sì, ma per il cittadino “medio” da colpo apoplettico non appena presa visione dell’esborso necessario per un eventuale acquisto. Ma mica è finita lì. Come classica ciliegina sulla torta non è raro imbattersi in un corposo opuscolo (si fa per dire) tutto dedicato alle residenze da sogno di personaggi più o meno famosi. Spesso eccentriche se non addirittura kitsch. Ma tant’è. Il comune lettore può tranquillamente chiudere gli occhi e sognare. Perché per quest’ordine di immobili gli zeri nella cifra del conto corrente devono essere davvero parecchi.

Diverso è il discorso per quanto riguarda l’allegato settimanale per persone “normali”, comune del resto presso altre testate. Non ci si trova in sintonia colla linea editoriale della nuova direzione affidata oggi ad una delle cosiddette “vedove di Montanelli”. Quindi meglio lasciar perdere.

Per cui delle due l’una; o ci si sorbisce un mucchio di carta che prende regolarmente la strada del cassonetto per la raccolta differenziata o almeno due-tre volte alla settimana si cambia quotidiano.


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