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Non andate a fare la spesa: vi fate consegnare direttamente a casa i pasti pronti.

È una delle tante indicazioni che vengono fornite quotidianamente da chi è ormai in preda al terrore. E diventa quasi un ordine nei confronti di chi ha osato superare i 65 anni. Guardati come appestati se solo si azzardano a mettersi in coda per fare la spesa in un supermercato, in un negozio.

E la follia da terrore impedisce di comprendere la situazione. Gli ultra sessantacinquenni non sono più a rischio di contagiare gli altri, bensì di subire conseguenze più pesanti se gli altri contagiano loro. Ma, soprattutto, gli igienisti salutisti da 26 aprile dovrebbero provare ad osservare il meraviglioso servizio di consegna dei pasti a domicilio. Contenitori lerci, perennemente appoggiati su marciapiedi sporchi di ogni schifezza, fattorini privi di ogni protezione, nessuna sicurezza per il cibo trasportato. Forse, allora, la preoccupazione per gli anziani nasconde la speranza di farli crepare più rapidamente in altro modo. Purché da soli ed a casa.

C’è poi un aspetto economico che i nuovi salutisti ignorano, per gli altri. Un pasto ordinato all’esterno costa decisamente di più rispetto a quello che i pensionati si preparano scegliendo i prodotti in offerta sugli scaffali. La differenza la mettono i terrorizzati da 26 aprile? Perché le pensioni non sono tutte come quella di Prodi.

Quanto ai supermercati, Giuseppi vorrebbe ridurre l’orario di apertura. Geniale: se chi deve fare la spesa ha meno tempo a disposizione, si accalcherà nel tempo rimanente. Con più code e maggior assembramento. Ma questo è il genio a cui gli italiani hanno affidato il proprio futuro. E meno male che, per ora, ha soprasseduto.


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