fbpx
Usarci


È in atto da molti anni un’operazione diffusa che mira all’indebolimento dei giovani, al depotenziamento di quelle caratteristiche che li hanno da sempre contraddistinti: il coraggio, lo sprezzo del pericolo, la resistenza della psiche e quella dell’organismo.

La torta della nonna e i biscotti casalinghi della zia zitella, tanto per fare un esempio, non possono più essere portati negli asili e nelle scuole, perché non controllati dagli apparati preposti all’alimentazione, mentre sono lecite le varie merendine industriali regolarmente etichettate.

Tutto deve passare attraverso griglie di normative codificate e di parametri riconosciuti.

Una banalità, forse, ma che dimostra una mentalità non solo patologicamente controllante, ma soprattutto perversamente debilitante.

Pensiamo alla questione dei vaccini. Un tempo, nelle famiglie numerose, quando un bambino si beccava qualche malattia esantematica – morbillo, varicella o altro – la prima cosa che i genitori facevano era di sistemare tutti i figli insieme, in modo tale da risolvere in una unica epidemia familiare la stessa seccatura.

Insomma, una dimostrazione di senso pratico e soprattutto, pur senza grandi nozioni di epidemiologia e di immunologia, il criterio di lasciar fare alla natura il suo corso naturale, che avrebbe in pratica rinforzato il sistema immunitario dei ragazzi.
È con l’esposizione agli antigeni che si attivano gli anticorpi, e il meccanismo complessivo potenzia il fattore immunitario.

Identico è il discorso nell’ambito psicologico. L’ansia del dettato, lo sforzo per la poesia imparata a memoria, lo stress della recitazione davanti al pubblico, la tensione per le interrogazioni mai programmate, la frustrazione per un risultato negativo, la punizione per un problema di condotta erano tutte condizioni antigeniche che attivavano anticorpi psichici: la sicurezza, l’impegno, la fiducia, la responsabilità e il dovere. Erano, in sostanza, e proporzionali all’età, passi mirati e fondamentali per la costruzione di un sano esame di realtà; prove che tempravano a quell’impresa unica ed irripetibile che è la vita.

Ora non è più così. Un diffuso e pervasivo sentimento di tranquillità e di certezza deve soppiantare l’imprevedibilità, l’ingiustizia e la casualità: fattori, questi, connaturati anche alla più semplice esistenza.

Ma come in ogni sistema immunitario, se l’esposizione agli antigeni non è avvenuta in dosaggi e tempi naturali, il primo impatto massivo troverà anticorpi o assenti o inadeguati e le conseguenze saranno deleterie. È così che si costruisce, psichicamente, la fragilità che i giovani stanno manifestando, e che surrogano con il bullismo, le sostanze e i comportamenti autolesivi.

Paolo Crepet annota questo particolare: “Leggi regionali e statali sono arrivate a provvedere all’indebolimento dei giovani cittadini. […] Un certo senso comune tende a rendere il futuro dei nostri figli sempre più fragile e ricattabile“.

Tutto ciò con la perversa e complice alleanza di scuola, mezzi di comunicazione, famiglia, altri dispositivi educativi, tutti “con lo scopo di fiaccare proprio chi da queste dovrebbe essere fortificato“.

Perché – si chiede sempre Crepet – abbiamo permesso che il mestiere di educatore si sia trasformato fino a eludere l’idea di dover fare crescere una generazione più forte di giovani?.

Il perché ha solo una risposta politica, ma questa è un’altra storia.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



MEDICAL LAB

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST