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Declinando al mondo dello spettacolo una celebre frase dello statista DC De Gasperi, possiamo tranquillamente affermare che i programmi televisivi di maggior successo non sono null’altro che cibo “gradito” al grande pubblico, e vista la bassa qualità dei prodotti TV con maggiore share mi viene da affermare come il nostro paese abbia un tasso culturale assolutamente disarmante.

Tale affermazione, forse provocatoria, nasce dalla visione, per la prima volta (nel mio caso), del programma Mediaset
Emigratis.

Sia ben chiaro, non sono moralista e sono ben conscio che programmi leggeri e divertenti possano alleviare giornate pesanti o anche semplicemente alleggerire pensieri e fatiche del vivere quotidiano, ma in questo caso mi trovo perfettamente concorde con quanto affermato dal Codacons.

Facciamo un po’ di chiarezza… ovviamente per chi non conoscesse questo format televisivo “guidato” dai due comici Pio e Amedeo, giunto alla sua terza edizione e marchiato Italia Uno.

I due comici “scrocconi”, esasperando in modo satirico (così come affermato dagli autori del fortunato programma) e caricaturizzando i difetti e i luoghi comuni dell’italiano medio, girano il mondo raccontando le loro volgari e grottesche disavventure fuori dall’Italia.

Quello che emerge, a mio avviso, non è però un racconto divertente e ironico di un Italiano all’estero “spaesato” ma simpatico, bensì un quadro volgare, sboccato, a volte incomprensibile (spesse volte viene preferito il dialetto pugliese alla lingua italiana), certamente sessista e ieratico di un “concetto” di italiano troppo spesso creduto in tante parti del mondo.

Gli autori e Pio e Amedeo si difendono affermando che “questa è solo satira!” eppure, a mio avviso, non ci si può trincerare dietro al concetto di satira per poter dire e fare qualunque cosa.
Non penso che sia satira programmare in prima serata un format che esalti due personaggi gretti e volgari, che alludono in modo continuativo e ossessivo al sesso, inneggiano al denaro e alla bella vita.

Purtroppo però questo ormai imperdibile appuntamento della televisione italiana aggrega intorno allo schermo più del 20% del pubblico e quindi è difficile sospenderlo; la televisione è business e comprendo le ragioni della mancata chiusura del programma però rendiamoci conto come queste due caricature dell’italiano medio stiano “educando” una generazione di ragazzi che idealizzano un concetto di italianità che nel tempo si è cercato di spazzare via.

Ma forse gli italiani sono ciò che guardano… spiace.


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