fbpx


Siedo in terrazza. È una serata calda. O meglio una notte. Quasi giunta nel suo mezzo. Siedo, fumo… E ascolto.

È un sabato sera. Nel piccolo parco di fronte a casa, ora avvolto dalla tenebra, risuonano risate, urla allegre. Voci giovani. Per lo più baritonali. Ogni tanto un acuto. Contralto. Soprano. Un basso, reso roco, impreca. Con allegria, però. Sono tutti allegri. Esuberanti. Probabilmente stanno bevendo birra. E fumando. Non solo sigarette, temo. Domani, per terra, troveremo il solito porcile. Bottiglie di birra. Cicche. Probabilmente anche qualche preservativo… Mi stringo nelle spalle. Che ci vuoi fare… Sono ragazzi. E dopo tutti questi mesi…

La (doppia) quarantena è finita. Non perché l’abbia “concesso” Conte. È che le corde, se le tiri troppo, si sfilacciano. E infine si spezzano. Certo, ci provano ancora a seminare terrore. E trovano ancora terreno fertile… Pensionati, statali pigri. Le bimbe di Conte. Il popolo delle mascherine e dei guanti di lattice. Ovunque. Anche in spiaggia. Anche mentre fanno il bagno…

Ma le cornacchie televisive del Malaugurio hanno per lo più preso il volo… Burioni evidentemente non dorme più in studio da Fazio… La Capua parla ancora, ma sembra sempre più lontana. Negli States. Ad occuparsi dei virus negli animali. Il suo lavoro vero. Quello della veggente con palla di cristallo è abito che sembra ormai dismesso…

Certo, il Conte Zio e i suoi scadenti bravi continuano pervicaci nei toni apocalittici. L’unico modo per cercare di garantirsi una sopravvivenza politica.

Ma la peste, di fatto, è finita. I virologi, quelli veri e sino ad ora inascoltati, ormai non lo dicono. Lo urlano. E i dati lo confermano. Confermando, per altro, anche i sospetti su una pandemia troppo enfatizzata. Per non dire inventata. Ci fosse un’opposizione capace di scendere in piazza senza mascherina, e senza vagheggiare inutili e ipotetici vaccini, sarebbe vicina la resa dei conti. Col Conte, per concedermi un facile gioco di parole.

E se a Milano vi fosse ancora il Bossi di un paio di decenni fa… beh, la secessione della Padania non sarebbe solo un frusto slogan…
Intanto, però, si continua a vivere in una condizione sospesa. Da convalescenti. Tuttavia i giovani sono usciti dalle tane. E si stanno riappropriando della notte. La movida sta abbattendo il nuovo Muro. Quello eretto dai puritani salutisti. Dal KGB della paura.

Quella brigata al parco sta facendo la rivoluzione. Bevendo birra. Fumando canne. E facendo sesso senza rispettare il distanziamento..
Solo che non ne sono coscienti. Loro pensano solo a divertirsi. A sfogarsi, dopo essere stati compressi per troppo tempo. È un’esplosione di vitalità animale. La disperata ricerca di un tempo perduto. E che, come dice Seneca a Lucilio, non tornerà mai più.

In genere sono meno tollerante. Vecchio dinosauro della scuola, ho visto scorrere troppe generazioni. E non in un climax crescente, per dire così… Tuttavia, in questo momento, a quei ragazzi, che odo e non vedo, sono disposto a perdonare tutto. Le urla scomposte, le risate alcoliche… l’immondezzaio che, presumibilmente, stanno lasciando al suolo…

Hanno rubato loro mesi di vita. Peggio ancora, hanno inoculato nelle loro vene la paura. Il virus della viltà. E compromesso gravemente il loro futuro…

Ma loro vogliono tornare a vivere. E lo dimostrano così. In modo scomposto. Quasi bruto. A suo modo è un antidoto. Alle pochette di un premier, si fa per dire, leccato e impomatato, alle sue pupe griffate. Ai mostruosi batraci al mare con maschere e guanti… Loro, berciando ed ascoltando musica a palla, sono la prima dimostrazione che, forse, c’è ancora qualche speranza. Esile, Flebile. Ma è tutto ciò che abbiamo…

Le voci si attenuano. Hanno deciso. Forse una gelateria. Forse un pub che osa sfidare le furie dei difensori del moralismo salutista, e le sanzioni della Finanza… Se ne vanno. Altrove. Io tendo le orecchie fino a che non sento i loro canti stonati lontanando morire…


Reader's opinions

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *



Maina

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST