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Una delle cose che questa assurda emergenza – e questa clausura, questo confino ancora più assurdo – sembrano aver cancellato è il sorriso. Le persone non sanno più sorridere. Un po’ per queste mascherine ormai universalmente imposte, prima ancora che dalla legge, dal panico che vede come pericolosi untori coloro che ancora si azzardano a circolarne privi.

Molto per lo stato d’animo diffuso, che è uniforme, grigio ed impersonale in modo inquietante.

Di fatto ci stiamo riducendo come gli uomini – automi di Metropolis, il capolavoro visionario di Fritz Lang. Tra un po’ li incarneremo compiutamente. Ci lasceranno uscire solo per andare al lavoro, ordinati, distanziati. Mascherati. Poi, finito l’orario lavorativo, torneremo nelle nostre celle. Senza svaghi. Senza relazioni sociali. In un silenzio irreale. O per lo meno questo sembra essere il sogno dei cosiddetti tecnici chiamati ad affiancare il governo. A fondere il loro delirio di onnipotenza con l’inettitudine di questo. Un incubo incombente.

E certamente, in tale scenario, il sorriso svanirebbe del tutto. Dimenticato. Cancellato. I virologi mediatici, gli inutili tecnocrati delle ancor più inutili Task Force non sanno sorridere. E odiano che gli altri sorridano.

Perché il sorriso è una di quelle cose che sollevano l’uomo al di sopra dello stato ferino. E lo avvicinano agli Dei.

Perché gli Dei sorridono. Come nelle più antiche sculture elleniche. Gli Dei sono sempre rappresentati sorridenti. E così gli eroi. Anche quando muoiono, come il famoso guerriero che soccombe del frontone di Egina… Certo, forse quel sorriso fu dovuto solo ad una tecnica imperfetta delle maestranze che lavoravano i marmi…eppure continua a stupirci. A trasmettere una serenità, una contemplazione dell’assoluto che trascende la caducità della vita. A volte gli errori rivelano più di quello che aveva in mente chi li ha commessi. Una mano nascosta. Una guida invisibile.

Sorridono le Dee e gli Angeli. O meglio le Donne Angelicate. Sorride Beatrice nel Paradiso innanzi allo stupore di Dante. Il sorriso di Angelica getta nel marasma i cuori e le menti di Orlando, Rinaldo e tanti altri…
E sorride Diana /Venere ad Adone, allontanandosi dopo il primo incontro. E recitando l’elogio della Rosa. Un sorriso pieno di promesse…

Il sorridere è un atto, per eccellenza, gentile. E la gentilezza è una delle qualità che nobilitano l’animo. E lo confortano. Essere tristi, entrare in un caffè. E venire serviti da un barista cortese. Da una giovane banconiera
che trova la forza di sorridere benché sia notte fonda. E sia stanca. Può bastare questo a riscattare una giornata. Talvolta a salvarti la vita.

Il sorriso ha un potere salvifico. Come nel perfetto ovale del volto della Madonna di Antonello da Messina. E al tempo stesso seduce. Il sorriso appena accennato della Venere di Botticelli. Quello languido e sognante delle bellezze celtiche dipinte da Waterhouse…

Un sorriso di Donna ti può abbagliare. Sconvolgere la mente. Trasportare in una dimensione emozionale che credevi solo leggenda. Ti può far riscoprire il senso della passione. E dell’Amore. Renderti felice. E per sempre condannarti alla nostalgia.
È un tramite verso altri mondi. I regni incantati del Sidh della tradizione e delle fiabe islandesi…

Il sorriso ti fa sentire vivo. E uomo. E libero. Gli automi di Metropolis non lo conoscono.


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