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Papà, ho visto passare Flash…” alzo lo sguardo dal libro che sto leggendo. Sono sorpreso sino a un certo punto soltanto. Più che altro perplesso, direi…

Dove lo hai visto?
Stavo facendo un gioco col tablet. E lui è passato nella stanza. Un lampo“.

Ma… lo hai visto bene? Scuote la testa. Il musetto imbronciato. Lo è spesso, in questi tempi. Quaranta giorni senza (quasi) uscire. Senza scuola. Senza amici con cui giocare. Troppo, per qualsiasi bambino. Lui, poi, è un iperattivo. Ha bisogno di aria, di luce. Di movimento. E di ridere. Scherzare… Troppo poco ciò che gli posso dare io da solo…

No. Non bene. Con la coda dell’occhio. Un lampo. È passato…” ci pensa un attimo…
Ma era lui. Ne sono sicuro“.

Davvero? Poteva anche essere Quicksilver…
Chiosa per chi non ha figli ancora… bambini. E non legge fumetti. Quicksilver è il supereroe velocissimo della Marvel, quella degli Avangers. Flash appartiene agli albi della DC Comics. Quella di Superman e Batman.

Nooo… Il lampo era giallo. Quello di Quicksilver è azzurro…“.

Ci pensa un po’. “Flash esiste, papà“, è un’affermazione. Non una domanda.

Che dire… Certo ha dodici anni. Bisognerebbe fargli prendere atto della realtà per quello che è. Portarlo con i piedi sulla terra. Per il suo bene…

Già, ma com’è questa realtà? Tetra. Squallida. Asfissiante. Un mondo impazzito… La gente… beh, lasciamo perdere… Oggi non ho voglia di arrabbiarmi.

E poi se Schopenhauer dice che il mondo è solo rappresentazione soggettiva, proiezione della nostra volontà subconscia…e se Pirandello ci fa spiegare dal prof. Anselmo Paleari la teoria del lanternino… Perché Flash e gli altri supereroi non dovrebbero esistere? Qualcuno, dopo tutto, li ha inventati. E inventare non significa creare dal nulla, bensì “trovare”. E si trova solo ciò che, dopo tutto, è. Da qualche parte…

E poi mio figlio vuole che esistano. Questo conta. Per lui Flash è passato davvero.
Sì, certo che esistono. Gli dico. E lo vedo sorridere.

“Sai, papi… I miei amici di scuola dicono di no…”.
Comincia l’età delle disillusioni. Del disincanto. Mi ricorda quando un compagno mi rivelò che Babbo Natale non esisteva. Che erano i genitori a portare i regali… Passaggio all’età adulta, si dirà. Necessario per crescere. Però… si sta male.

Lo guardo. Mi continua a fissare. Immobile. In attesa. E io non so che dirgli…
Abbasso gli occhi.
Sulle ginocchia ho appoggiato il libro. “Fiabe irlandesi” di Stephens. E capisco.
Vedi, un grande uomo, molto intelligente, uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, si chiamava William Shakespeare, ha detto una cosa… Vi sono più cose fra terra e cielo che nella tua filosofia. E voleva dire che il mondo è molto più complesso, e ricco, di quello che, ordinariamente, vediamo. Che non ci sono solo uomini, animali, piante.. Ma anche altri… esseri. Spiriti… Come le fate, i folletti, gli gnomi…

E comincio a raccontare…
Ascolta tutto intento. Concentrato. Fosse così anche durante le lezioni di matematica…
Lo colpiscono gli gnomi.

Ma come sono fatti?
Piccoli, con la barba bianca… Il cappello a punta. In genere vestiti di verde e di marrone. Per mimetizzarsi nel bosco dove vivono…

Ma si può vederli?
Difficile. Sono molto timidi. E non amano farsi vedere da noi umani…

Se ne va, con aria pensierosa . Riprendo a leggere. Sono a metà della storia della giovinezza di Fionn, quando…
Papà, papà, corri! C’è uno gnomo nel giardino.!
E ti pareva… Sospiro. La fantasia dei bambini.. Vado.
È affacciato alla finestra della sua stanza. Mi indica un punto col dito.
Guarda! È lì“.

Guardo e… Accidenti, ma lo gnomo c’è davvero!


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