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Che fanno gli italiani in queste lunghe, monotone giornate, rese ancor più insopportabili dalla Primavera, finalmente giunta?

Come si distraggono, si impegnano, si straviano… Insomma come provano a sopravvivere, in attesa della sospirata liberazione, che appare un momento più vicina, e l’attimo dopo remota, in un susseguirsi di proclami, editti, dichiarazioni, pettegolezzi e statistiche senza posa?

Al di là del seguire compulsivamente le notizie, o pseudo tali, di lavarsi le mani, di cospargere il gatto di amuchina, sembra che l’attività principale sia il mangiare. I social sono tutto un trionfo di piatti, ricette, bottiglie, e persino modelli di dieta. Che vanno da quella ketonica – così mi pare si chiami – che propone seducenti abbuffate di ogni ben di Dio, benché esente da carboidrati, sino a quella del digiuno radicale… Che, mi chiedo, oziosamente, che possibilità abbia di successo. Segregati in casa. Terrorizzati dai media… e anche a stomaco vuoto? Tanto vale mollare tutto, munirsi di salvacondotto, e rifugiarsi sul Monte Athos… Dove, probabilmente, i monaci anacoreti se la passano meglio di noi. Almeno non devono sorbirsi i discorsi di Conte, Borrelli e Azzolina….

Comunque, in questi giorni, l’ossessione per il cibo, Gastronomia e annessi, sta diventando dominante. D’altro canto non poteva che essere così. La paura del morbo ha messo in luce un popolo ossessionato dalla mera esistenza fisica. Il terrore di tanti, troppi che si illudevano di essere immortali. Dei coglioni. Come li ha definiti, con incisiva riflessione filosofica, Massimo Cacciari. E se lo dice lui…

Ora, ad un uomo che crede solo nel corpo, anzi nella corporeità più bassa e meschina, quale appiglio resta cui aggrapparsi in un momento come questo?

La fede? Quale, se hai costruito tutta la tua esistenza solo sulle più basse pulsioni corporee? E poi con un Papa che da’ la benedizione in streaming, e sacerdoti con guanti e mascherina quando (ancora) somministravano l’Eucarestia… (per inciso, scusate, ma quello non dovrebbe essere il Corpo di Cristo? E può trasmettere il virus? Qualcosa non mi torna.. Sì, certo, ci sono le eccezioni eroiche. Ma sono appunto tali: eccezioni).

Ci sarebbe l’estetica. La cura ossessiva del proprio fisico, del vestiario, del look…. Ma con parrucchieri ed estetisti chiusi, palestre sbarrate, il rischio di venire denunciati come untori se si fa jogging nel cortile… E poi vestirsi per chi? Siamo al trionfo del pigiama con le papere, delle tute informi, delle ciabatte scalcagnate… Lontani i tempi, e lo spirito, che vedevano un Machiavelli, esule all’Albergaccio, rivestirsi la sera de’ suoi panni migliori, per leggere, in solitudine, alla luce della lucerna, Aristotele e Livio…

Resterebbe, naturalmente, il sesso. E non dubito che, per un certo numero di fortunati, sia di sollievo e svago. Tuttavia l’esplosione dei siti porno, la vendita parossistica di sex toys e l’aumento esponenziale di risse e violenze domestiche fanno pensare ad un quadro d’insieme molto diverso. E poi, che volete… La banalità del quotidiano, la sciatteria, la paura… Non c’è Viagra, o simili, che tenga…

Resta quindi il cibo. Mangiare. Il Grande palliativo a nevrosi e frustrazioni. Immagine del sogno di Nanni Moretti, in Bianca. Che, ignudo, affonda le mani in un gigantesco barattolo di Nutella… Oppure, La grande abbuffata, di Ferreri. Il suicidio di un gruppo di amici mediante, appunto, pantagrueliche abbuffate. E senza volare tanto alto, certi filmetti con il Lino Banfi prima maniera…

Potrei continuare. Il rapporto col cibo è un indicatore non secondario della civiltà, non solo materiale, di un popolo… Ne parleremo un’altra volta, però… Altrimenti rischio di bruciare la pasta al forno…


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