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Io sono un idiota. Lo dichiaro senza tema di smentita. E so che, per una volta, avrò molti consensi. A cominciare dall’ambito familiare. Come è naturale.

Sono un idiota nel senso greco del termine. Ovvero sono un privato cittadino, senza cariche pubbliche, senza prebende ne’ alcun reddito clientelare. Il che, in questa italietta di redditi di cittadinanza et similia significa essere idioti per davvero…
Tuttavia essere idioti è una cosa. Cretini ben altra.

Cretino significa stupido, ed indica anche un forte ritardo mentale, una vera malattia. Il cretinismo.
Ad onor del vero, la parola risale al provenzale “cretin”. Che si dovrebbe tradurre “cristiano”. Come si sia giunti da cristiano a cretino non è facile dirlo. E molte sono le ipotesi degli studiosi. A me piace pensare che, nella Provenza devastata dai francesi di quel carnefice di Simone di Montfort con la scusa della Crociata contro gli Albigesi, dire cristiano equivalesse ad indicare il servo prono e sciocco di un potere dispotico. Coloro che si inchinavano ai nuovi padroni, ai distruttori della loro terra, cultura, lingua… e se ne facevano pure zelanti sostenitori.

Detto questo, sentite un po’ cosa mi è capitato oggi.
I parchi hanno riaperto. E quindi, liberatomi dall’insulso onere delle videolezioni, ho portato mio figlio a fare una passeggiata. Non una camminata, preciso. Anche se con lui correre mi tocca sempre….

Al parco vi sono un po di scivoli, altalene… Roba così insomma… Su alcuni, non tutti i giochi, vi sono ancora apposti i nastri gialli con sigillo comunale che ne vietano l’uso. Già, perché a Roma non si riesce a garantire la raccolta delle immondizie nemmeno al livello di una favelas brasilera, ma quanto a zelo nell’apporre sigilli e divieti e fare multe in questi mesi, lasciate fare al Sidaco Raggi… Ha ben pochi concorrenti in circolazione.

Sinceramente non so dire se siano, quei nastri, un residuo della Fase 1, o il prodotto di un genio del comune che teme che i troppi divertimenti ci possano rendere ebbri. Causando il riesplodere della virulenta pandemia… Che a Roma, per altro, non s’è vista proprio. Lo provano il numero di decessi di questi tre mesi. Il più basso di quello registrato nello stesso periodo negli ultimi cinque anni.. Lo dicono ISTAT e ISS, non io. Che sono, appunto, un idiota..

Comunque, mio figlio si siede su uno scivolo. Preciso : non fa lo scivolo. Vi si siede soltanto.
Arriva un tizio, abbastanza giovane la barba da zecca (come si diceva un tempo, e qualcuno, come il direttore, capirà cosa intendo), un neonato in braccio.

Io sono al telefono. Ragioni di lavoro. Ma questo mi interrompe.
Il bambino è sullo scivolo!
Lo ignoro e continuo a parlare. Ma lui insiste.
È vietato usare i giochi. C’è la legge! C’è la pandemia!
Mi guarda con odio. Io e mio figlio non abbiamo ne’ guanti né mascherina. Lui li ha messi anche al neonato…
Lo guardo in volto. E capisco. È il cretino perfetto. Il cittadino ideale della terza repubblica postvirale. Ovvero di questa sconclusionata e assurda Contea…

Potrei chiudere qui. Il dato antropologico è chiaro. Tuttavia non è finita… Non ho fatto i conti con mio figlio…

E qui serve una precisazione. Questa è la cronaca delle precisazioni evidentemente.
Mio figlio ha un carattere… difficile. Duro e spigoloso. Non fosse così non sarebbe vivo, con l’esistenza che ha avuto prima di diventare mio figlio…

Stiamo andandocene. Non intendo neppure rispondere al cretino. Ma mio figlio si gira e gli fa vedere il dito medio. Linguaggio internazionale. ..
Apriti cielo!
“Ma come lo educate.. Che razza di gente…” e avanti di questo passo.

A questo punto mi giro e lo guardo negli occhi. Non parlo. Solo lo guardo.
Si azzittisce di colpo. Avrà trent’anni meno di me… Ma diviene muto. E si allontana

Perché io sarò anche un idiota, ma non quello di Dostoevskij. Che è immagine di Cristo. E subisce tutto, sopportando. E porgendo l’altra guancia…


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