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L’ho scoperto per caso. E non ci volevo credere. Ma esiste davvero. Un gruppo fb che si chiama, su per giù, “Le bimbe di Conte”. Per Conte, ovviamente, si intende l’impomatato premier, o presunto tale, in pochette che di fatto pervade con la sua presenza televisioni e social, inondandoci con sproloqui paternalistici, minacce di quart’ordine, promesse fantasmagoriche e fasulle ed altre amenità…

Insomma il più vieto repertorio della peggiore retorica politica, declinato da un avvocato azzeccagarbugli di provincia.
Tuttavia anche lui ha le sue fan. Scoperta inquietante, certo, ma non sorprendente in assoluto.

La domanda che, però, mi è sorta d’impulso, lasciandomi inquieto, è altra. Ma chi sono queste “bimbe”?
Perché è certo vero che i gusti sono gusti, e non vanno discussi… ma trovare delle spasimanti del Conte Zio, dovrete ammettere che abbastanza sorprendente lo è. Fosse almeno Don Rodrigo, capirei… Un suo fascino lo aveva. O l’Innominato. Attempato, certo, ma uomo vero… Ma il Conte Zio? Scialbo politicante di bassa lega… In Manzoni, ovvio.
E poi queste si autodefiniscono ” le bimbe”… Quasi a incentivare fantasie pedofile…come se l’UDI comunista di un tempo si fosse chiamata “Le pargolette di Palmiro”…

Comunque la curiosità mi è frullata in testa per un paio di giorni. Poi ieri, finalmente, ne ho incontrato una. Intendiamoci, non che lo stesse proclamando al mondo. Ma ce l’aveva stampato in faccia, che era una di loro. O meglio sulla mascherina.

Dunque, entro nel negozietto d’alimentari di zona per prendere due cose. Con mio figlio appresso. Certo, l’ho già detto, mio figlio ha un caratterino… diciamo un po’ intemperante. Però mica posso parcheggiarlo fuori, legato con un guinzaglio.

Comunque al negozio ci conoscono. Ed è praticamente vuoto. Tranne che per una specie di fantasma femminile in mascherina, che si aggira tra gli scaffali… E che ad alta voce si chiede dove siano i biscotti di soia. Quelli dietetici. E già lì avrei dovuto cominciare a nutrire qualche sospetto. Biscotti di soia. E per di più dietetici. Dalle mie parti dicono che non se li mangerebbero manco i porzei rossi. Traduco: i maiali rossi. La razza più stupida, mi ha assicurato un vecchio allevatore. Quella che mangia qualsiasi cosa.

Comunque, prendo le due cose che mi servivano – latte, rigorosamente non scremato, due etti di mortadella bella grassa, uova, zeppe di colesterolo e burro – e mi avvio alla cassa. Con mio figlio che si limita a farmi acquistare un pacchetto di patatine…fritte e unte.

Alla cassa c’è solo il proprietario del minimarket. Una serie di pacchetti stanno però appoggiati sul banco. In un angolo. Sto pagando, quando sento uno strillo. Tipo quelli che terrorizzarono i Galli che cercavano, nottetempo, di penetrare nel Campidoglio….
“Noooo! Quelli sono i miei pacchetti… Non vi dovevate avvicinare…. Non è igienico!”
Sto per rispondere, ma pezzo di cretina, se ti preoccupa tanto, perché li hai lasciati lì? Mica sei la padrona del mondo…
Poi, però, la guardo. E taccio. Perché ho capito.
Non giovane, ma nemmeno vecchia. Non bella, ma nemmeno proprio brutta. Insignificante. Ma di un insignificante griffato da testa a piedi. Ad occhio anche la mascherina è, palesemente, firmata. E i guanti di lattice in tono col vestito… È il nulla, in sostanza. Ed è lei, palesemente. Una delle bimbe, o pupe del Conte Zio… Il paradigma. L’archetipo.

Mi viene da ridere. E non reagisco. Pago e usciamo. Lei continua a starnazzare di regole e distanziamento …. Mio figlio le rivolge, dalla porta, un allegro e cordiale Vaffa…
Non lo redarguisco, come sono solito fare…
In fondo Conte e le sue pupe vengono da lì. Dagli eleganti, e griffati, Vaffa grillini e stellati.


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