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Il silenzio dell’alba ha qualcosa di irreale. Sono ripetitivo, lo so, ma non posso non pensare a De Chirico mentre guardo, più via video che dall’angusto scorcio delle mie finestre, piazze e strade desertiche.

E non posso non pensare anche a D’annunzio, che ho spiegato online ai miei allievi, pietosa finzione di didattica… A Elettra. Alle Città del silenzio. Vuote di uomini. Ma non per questo prive di vita. Anzi….

Nelle città vuote, metafisiche come le immaginava De Chirico, si rivela un mistero. Si rivela, naturalmente, per chi lo sa percepire. Per chi mantiene limpido lo sguardo e fredda la mente. Non facile, lo ammetto, in queste ore…

È il mistero di chi “possiede” le città. Non di chi le abita. A Roma è più visibile che altrove. Il contrasto tra i “giganti addormentati”, come li descrive Goethe nelle Elegie Romane, e gli omuncoli, ciechi e sordi, che vi brulicano, è netto. Lo vide bene anche il professor Carducci, Dinanzi alle Terme di Caracalla, il pastore ciociaro che fischietta, la turista inglese..

Ma è mistero presente in tutte le città. Quelle che hanno una storia e storie. Che hanno un’anima.
Non si tratta di fantasmi. Di presenze viventi, piuttosto. I veri fantasmi siamo noi, pallidi spettri… Come stiamo rivelando in questi giorni…

Se esco a fare la spesa, mi viene in mente un passo del Rig Veda. Alla fine del Kaly Yuga, potrai camminare per leghe, senza incontrare un vero essere umano…

O, per strana analogia – la mente, nel silenzio, funziona in questo modo – un copione del teatro sintetico futurista. “Non c’è un cane” di Francesco Cangiullo, se non vado errato.

Sipario aperto. Scena totalmente vuota. Poi, d’improvviso, un cane viene lanciato sul palcoscenico. Voce da dietro le quinte: “Adesso c’è!”. Sipario.
Beh, qui per le vie, all’opposto, di cani ce ne sono anche troppi. Che portano a spasso i padroni. Ovvero i loro vaghi spettri. Chissà che ne direbbe il, caustico e un po’ folle, futurista partenopeo…

Le città del silenzio hanno un’inusuale bellezza. E le presenze degli antichi, di coloro che le costruirono, che crearono tanti capolavori artistici, divengono ogni giorno più intense. Lo avverte il mondo animale. Cinghiali , caprioli, cervi si avventurano ogni giorno di più per le vie spopolate. Persino i delfini tornano a risalire i fiumi. Gli antichi Auguri ne avrebbero tratto presagi.. Gli animali si riappropriano dello spazio. Come gli Spiriti degli antichi. Ci hanno ospitato a lungo. E non gliene siamo mai stati grati…

Noi restiamo chiusi nelle nostre case. Nelle nostre paure. Bevendo per via mediatica, il tossico che ci uccide. Molto più di ogni virus…


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