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L’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, oggi assurta a novello Oracolo di Delfi, ci dice di fare attività all’aria aperta. Che fa bene alla salute. Che innalza le difese immunitarie.

Non che ci volesse un Nobel per la medicina per saperlo… è come quando, dalla televisione, ci invitano a lavare le mani. E Barbara D’urso si è spinta sino a darne una dimostrazione pratica… Il che lascia intendere che siamo un popolo di sozzoni ben poco adusi all’acqua e refrattari al sapone…

Ma torniamo all’OMS. E all’attività all’aria aperta. O alla semplice passeggiata. Salutare per la mente e per il corpo. Tutte cose ovvie, ma oggi vietate. Con decreto emanato via social dall’ineffabile Presidente del Consiglio. Un Consiglio che, per altro, è nel tuo complesso sparito. Come il Parlamento, del resto. E lo stesso Quirinale. Lasciando tutta la scena al solo uomo di Palazzo Chigi… Che parla, via social, per lo più a notte fonda… Democrazia commissariata con certificato medico…

Comunque, torniamo alla passeggiata. Fa bene, ma non si può fare. Non si può uscire di casa senza valido motivo. E la validità viene verificata con rigore dalle forze dell’ordine, mai così presenti, anzi omnipresenti.

Ieri, ho portato mio figlio, 12 anni, nel giardinetto, aperto, di fronte a casa. Una strada secondaria la nostra, si potrebbe dire isolata. In dieci anni non vi ho mai visto passare pantere o gazzelle, carabinieri e poliziotti. Ieri sono arrivati dopo 10 minuti esatti, probabilmente allertati da qualche vedetta che spiava da dietro le persiane. La caccia all’untore, qui a Roma, è divenuta il nuovo sport alla moda. E la delazione attività di intrattenimento per trascorrere le ore, noiose, di queste lunghe giornate.

Comunque è arrivata una “gazzella”. Ha fatto manovra. E due militi della Benemerita ci hanno fissato con aria inquisitoria e torva, da dietro due mascherine, ovviamente.
Mio figlio, però, è corso loro incontro tutto festante. Viva i carabinieri, anch’io voglio diventarlo da grande.

Espressioni che, da truci, sono diventate esterrefatte. E, dietro le maschere, è affiorato un sorriso. Gli hanno persino battuto il cinque. E se ne sono andati senza chiedermi documenti e giustificazione…la scena, per certi aspetti, mi ha ricordato il Pinocchio di Collodi… E mio figlio, che poi mi ha strizzato l’occhio come per dire “Li abbiamo fregati, papà!”, è una lenza, peggio di Pinocchio… Anche se non è, grazie a Dio, un burattino. Il che, di questi tempi, è già molto.

Comunque uscire possiamo uscire. Ma non dare vita ad assembramenti. Ovvero non più di due persone. A questo non c’aveva mai pensato neppure il generale Pinochet.
Un mio amico ha due figli. O esce con uno, o esce con l’altro. Altrimenti può incorrere nei rigori della legge.

Rientrando, poi, abbiamo visto la solita zingara – sì, lo so, non è politically correct, ma sinceramente ormai me ne frego… – che ravanava nei cassonetti delle immondizie alla ricerca di rame e affini. L’avevano, certo, vista, anche i carabinieri. Ma lei continuava indisturbata. Senza mascherina, senza guanti. E sicuramente non era adusa a seguire i consigli sul periodico lavaggio delle mani. Probabilmente è immune, ho pensato.

L’OMS dovrebbe studiarla, per arrivare al vaccino.
Ma forse è immune solo alla paura. Prende la vita per quello che è. Senza porsi troppe domande sul futuro. Senza aspettare, in preda al panico, i bollettini serali della Protezione Civile.

Mio figlio, che è fin troppo socievole, le ha detto uno squillante “Ciao!”.
Lei ha alzato la testa dal cassonetto, e gli ha sorriso.


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