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L’altra notte la terra ha tremato. Una scossa, avvertita, qui a Roma, come abbastanza violenta, a causa, sembra, della vicinanza all’epicentro.

La gente probabilmente si è destata di colpo. Ma, che io sappia, praticamente nessuno è uscito di casa. Come, invece, sempre è accaduto nel passato. Strano… A Roma i movimenti tellurici sono abbastanza inusuali. E, anche se lievi, scatenano sempre il panico. Come è abbastanza naturale.

Perché quando la terra trema, gli uomini hanno l’impressione che tutti i loro appoggi, tutte le loro sicurezze siano sul punto di crollare. Si sentono precipitare nel vuoto. E il vuoto è, ordinariamente, qualcosa che noi, uomini moderni, non riusciamo neppure a concepire. Qualcosa che, se appena si affaccia ai limiti della coscienza, ci terrorizza. E ci paralizza.


Inevitabile. La stabilità della terra rappresenta, concretamente, la nostra visione del mondo. Il nostro modo di pensare. Di esistere. Perché noi concepiamo solo l’elemento tellurico. Nella sua dimensione più greve, materica, pesante. Nessuna coscienza, in realtà, abbiamo degli altri elementi. Acqua, aria e fuoco li vediamo anch’essi solo come materia. Non ne cogliamo la dynamis. La potenza ascensionale del fuoco che diviene luce. La fluidità metamorfica dell’acqua, adombrata nell’antico mito di Proteo. L’intangibilita’ dell’aria… La nostra percezione, condizionata, da un cervello vincolato alla sola dimensione materiale, rende terra ogni cosa. Ed anche della terra riusciamo a pensare solo l’aspetto esteriore. Minerale. Cadaverico..

Merlino, il Mago per eccellenza, in un romanzo d’oil, crea una Nave in grado di solcare sia il mare che la terra. È a quella nave che Dante, giovane, fa riferimento nel sonetto “Guido i’ vorrei…“.

Una nave, un “veicolo”, che rende la Terra simile all’Acqua. Ne coglie la potenziale fluidità. Il non essere solo minerale. La magia è disincantare le forze celate, anzi raggelate, nel minerale. Nella “pietra”. Magia che ancora Dante rievoca tra le righe nelle, ardue, Sestine per la Pietra. Che non era, come molti continuano a credere, una donna di nome Piera…

Nella Terra si celano le forze più profonde. Radicali. Le stesse che risiedono nei nostri abissi interiori. Cristallizzate. Mineralizzate. Non ne siamo, ordinariamente, coscienti. Poi, una scossa di terremoto. E il panico. Che è la reazione della nostra mente di fronte al manifestarsi di potenze che abbiamo voluto dimenticare . Il Gran Dio Pan non è morto … Direbbe D’Annunzio…

Questa volta, però, il piccolo terremoto di Roma non ha visto manifestazioni di panico collettivo. La gente è rimasta rinserrata nelle case /gabbie ove è costretta da mesi.
Non aveva bisogno del sisma per provare paura. I demoni non sono usciti dalla terra nella notte. Sono già emersi da tempo. E governano le nostre vite. . Dominano le nostre fragili psicologie. Non serve che la terra tremi per farci sentire instabili, insicuri, fragili. Il fantasma della pandemia ha già fatto tutto il lavoro…


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