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Collegio docenti online. La forma estrema della, fantomatica, DAD. La didattica a distanza. 188 docenti collegati, in contemporanea, sulla stessa piattaforma. O meglio, tutti nella stessa “stanza” per usare il linguaggio della app.

Un assembramento. Una folla. Ma di piccole icone che rendono lo schermo una sorta di mosaico. Un mosaico di volti, appena accennati, però. Immaginette, anzi figurine uscite da un album Panini degli anni ’60.

La Preside: Chiudete microfoni e telecamere. Sennò c’è un casino….
Qualcuno lo ha già fatto. Altri capiscono. Molti stentano…

Si sentono miagolare gatti. Un cane abbaiare inferocito. Li ha sentiti, ma non li vede. E non li annusa. Questa DAD è uno stress anche per lui, povera bestia…
Bambini che strillano. Voci di fondo di mariti che si lamentano perché non trovano qualcosa. Mi sembra di sentire anche un pappagallo…

Le vite private fanno improvvisa irruzione nel Collegio. L’intimità, o per lo meno frammenti di questa si confondono con l’immagine pubblica. Una sintesi caotica. Disordinata…

Mezz’ora buona va via così. Con la preside che quasi si deve mettere ad urlare… I Collegi docenti sono sempre molto simili a dei pollai… ma questo è un pollaio telematico. Amplificato. Il pollaio in versione Matrix.

Finalmente si inizia. Scopro, con raccapriccio, che anche qui allignano degli zelanti fautori del Conte Zio. Elogiano la DAD. Meravigliosa. Produttiva. Educativa. Magari si potesse continuare per sempre così…

E certo. Stravaccati sul divano. In ciabatte. A non far nulla. Il sogno del professore per caso. Di quello che rende veritiero il detto: chi sa fa, chi non sa insegna. Io mi sento di stare a rubare lo stipendio. E sì che di ore online ne faccio tante. Ma le avverto inutili. Improduttive. Il lavoro non può essere solo valutato sul tempo. È il risultato che conta. Puoi impiegare trenta ore per fare un vaso di ceramica. Ma se viene fuori un orcio sbilenco nessuno se lo comprerà mai. Insegnare è lavoro da artigiani. Non una scienza. Si impara facendo. E sbagliando. La teoria, la didattica è solo fumo.

Poi cominciano quelli che dovranno esaminare gli studenti in presenza. Sono preoccupati. I sindacalizzatı soprattutto. La Preside deve garantire la salute dei lavoratori… Quali lavoratori? Ah, già. Dimenticavo. Siamo lavoratori. Della mente . E qui, sentendo il livello degli interventi, verrebbe da ridere. Anche se ci sarebbe da piangere. Comunque: guanti, mascherine. E soprattutto sanificazione degli ambienti. Questo è fondamentale… E i topi? Mi domando. Abbiamo generazioni di topi allocate nell’edificio del nostro Liceo. Topi coltissimi e beneducati. Ne ho visti seguire le mie lezioni su Dante con molta più attenzione di tanti studenti. E sicuramente con maggior frutto… E poi vi sarebbero i colombi. Quelli che nidificano nei controsoffitti e sui balconi. Dovrei avvertire il WWF. Senza contare che all’ultimo piano vi sono vecchi laboratori chiusi e abbandonati da decenni. Lì prosperano muschi, funghi e licheni. E si favoleggia di insetti e animaletti che sembrano scaturiti da un incubo di Linneo. Tanta biodiversità andrebbe protetta. Non sacrificata alle paure di noi assurdi bipedi…

Poi attacca la piva delle valutazioni di fine anno. La Preside dimostra buonsenso. Insolito per un dirigente. Non sognatevi di arrivare agli scrutini con medie matematiche e, addirittura, insufficienze. Dobbiamo promuovere tutti. Punto.

E qui si scatena la bagarre. Insegnanti che hanno negli anni varato eserciti di analfabeti diplomati, si sentono improvvisamente lesi nella loro professionalità. Ovvero nella loro, misera, porzione di potere.

Un genio scarmigliato – ha acceso la telecamera – protesta con veemenza. E le assenze? Come consideriamo le assenze?

La ascolto esterrefatto. Assenze? Ma se la scuola è chiusa da tre mesi… Poi la guardo meglio. Assomiglia come una goccia d’acqua alla Maga Mago’ Disneyana. Non è realtà questa, neppure virtuale. È un cartone animato…

La Preside seda la rivolta con la parola magica:
TAR!
Si azzittiscono tutti.

Tiro un sospiro di sollievo. Ormai dovrebbe essere finita.
Ma c’è sempre il Genio della Lampada.
Non potremmo aggiornare il collegio? Chiede. Abbiamo un gran bisogno di confrontarci…

È di filosofia, ovviamente. Ma parla per te! E se ti senti solo prendi un criceto che ti stia ad ascoltare….

Ma l’idea trova sostenitori. Il livello di alienazione mentale è davvero preoccupante…
Detto fatto. Aggiornato a lunedì prossimo.

Grazie al Cielo che il mio microfono è restato sempre spento. Dico cose… bruttissime.


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