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Alla fine non ce l’ho fatta più. Ho preso e mi sono rasato i capelli da solo. Adesso sembro il nonno dei Naziskin. Beh, sempre meglio che dovermi fare le treccine come un rasta.

Visto che l’ineffabile Conte Zio ha deciso che barbieri e parrucchieri non riapriranno prima di Giugno… E voi continuate a cantare dai balconi belli felici. Prima o dopo provvederanno a tosarvi. E non solo i capelli…

Comunque, a me il barbiere manca. Non solo, forse neppure tanto per una questione estetica. Piuttosto perché la “barberia”, come la si usava chiamare un tempo, era un luogo importante della vita. Della vita sociale e di quella personale. Per certi aspetti addirittura un luogo di formazione.

E non alludo solo al fatto che la mia generazione ha scoperto la Donna sui calendarietti profumati di talco del barbiere. E ha nutrito i primi sogni erotici con le immagini di ragazze parzialmente svestite sulle pagine del leggendario “ABC”. Un rotocalco popolare, in bianco e nero, che si trovava praticamente solo sui tavolini dell’angolo d’attesa delle barberie. E che, per altro, come articoli forse non era neppure tanto malaccio, e per un periodo fu diretto anche da Ruggero Orlando… già, ma chi si è poi mai sognato di leggerlo?

No. Il valore formativo delle botteghe di barbiere stava nelle chiacchiere che vi si potevano ascoltare. Dal pettegolezzo alla filosofia teoretica. Dalla poesia alla battuta salace. E poi, naturalmente, la politica, il calcio, le donne… Perché quello era un luogo esclusivamente maschile. L’ultima roccaforte degli uomini, rigorosamente interdetta al gentil sesso.

Erano dei club maschili. Uguali lungo tutta la Penisola. Cambiava solo l’accento. O il dialetto. Per il resto il barbiere era il barbiere. Sia nei romanzi siciliani di Brancati, sia in quelli, profondamente veneti, di Meneghello.

E il proprietario, il barbiere, era un vero personaggio. Confessore indulgente, consigliere solerte, un po’ artista, un po’ agente segreto. Visto che, nei paesi soprattutto, sapeva tutto di tutti.
Non a caso Paisiello prima Rossini, poi, con ben maggiore arte, ne musicarono la figura. Traendo spunto dalla geniale commedia di Beumarchais…
Il famoso Figaro consigliere d’amore. E lui stesso, poi, innamorato. Il farfallone amoroso che delle belle turbava il riposo…

Insomma, la bottega del barbiere è parte del paesaggio storico della nostra memoria. E cultura…

Forse proprio per questo il Conte Zio non li ama. E li condanna alla chiusura. Tanto lui ha, palesemente , un parrucchiere personale…


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