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Sono sulla terrazza. Fa un freddo barbino. Il vento gelido taglia. Ma gli alberi sono già verdi. E in fiore. Strana primavera. Strana per molte ragioni, ultima delle quali, certo, è questa improvvisa coda dell’inverno. Che non si arrende. Che non vuole ancora ritirarsi….

Eppure è primavera. La primavera del nostro scontento. Per dirla con Shakespeare, che però parlava dell’inverno. E a noi tocca viverla tra quattro mura, reclusi manco fuori vi fosse non il cielo azzurro e terso, ma la tormenta.

Leggiamo, chattiamo, guardiamo in televisione e sui social (soprattutto sui social) servizi che aumentano, di ora in ora, il panico e l’angoscia. Riflettiamo su quelli che saranno i rapporti sociali del dopo epidemia. Io, quel vicino di casa che, invece di rispondere al mio saluto, ha fatto due passi di lato e ha detto, con voce stentorea,”Un metro di distanza!”… Insomma, quello stronzo non lo saluterò mai più. Neppure a paura finita…

Perché le grandi minacce, vere o false, ma comunque percepite come vere, ti fanno vedere la reale natura degli uomini. Ed è spettacolo desolante. Il tessuto delle ordinarie relazioni sociali sta rivelando tutta la sua fragilità. Nulla tornerà come prima….

Tuttavia è primavera. Mi siedo in terrazza. Fa freddo, certo. Ma almeno questo i decreti mediatici di Conte non me lo possono impedire…

Guardo il verde del piccolo parco di fronte… Per la prima volta mi rendo davvero conto di che dono sia quello spazio aperto.
Fisso le piante, l’erba. C’è un cane col padrone che sta passando. Per il resto, tutto è vuoto. E silenzio.

La mente, a poco a poco, entra anch’essa nel silenzio. E si svuota. Sono – per poco, pochissimo purtroppo – solo percezione. E, stranamente, mi sento fondere con la natura che sto osservando.

Stamane, ho spiegato online ai miei allievi dell’ultimo anno “La pioggia nel Pineto”. D’annunzio. La sensazione panica. La simbiosi con la natura. Il divenire pioggia, e profumi , e tamerici e mirti… La simbiosi, soprattutto, con Ermione, Eleonora Duse. L’amata. Che è la Natura. Diana e Venere al contempo. Superare i limiti della dualità. Ricongiungersi col tutto. Riconquistare lo stato dell’età dell’oro. Spiego da anni tutto questo, e anche di più. Ma oggi, per un frammento d’attimo, ho veramente capito.

Non c’era Ermione, purtroppo.


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