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Sembra davvero un romanzo. Quello che sta accadendo in Italia e un po’ in tutto il mondo. Anche se, altrove, in modo meno parossistico e farsesco. Senza elicotteri che braccano un runner solitario sulla spiaggia, per intenderci…

Comunque sembra davvero la trama di un romanzo. Ma non di fantascienza e neppure dell’orrore… Piuttosto ricorda un genere ibrido. Sorta di Tall Tale, di cui è stato indiscusso maestro quel genio solitario di Raphael Aloysius Lafferty.

E, in effetti, il solitario di Tulsa, Oklahoma, nel tuo capolavoro, Quarta Fase, sembra aver previsto il nostro presente….

Un mondo che si avvia alla catastrofe, mentre tutto sembra scorrere serenamente. Guerre di tutti contro tutti. Crisi economica. Pandemia.
Dietro le quinte, quattro “razze superiori”. I Rospi, che da ere antichissime manipolano i destini dell’umanità. Benefattori e filantropi, progressisti… In realtà poteri occulti che provocano artatamente le crisi. Per i loro insondabili interessi.

I Serpenti, ambiziosi e voraci di potere. Intellettuali aristocratici. Talvolta nobili. Più spesso crudeli. Sempre, comunque, voraci. E inumani. Tessono la tela che porta al crollo.

I Tassi, i conservatori, che sono arroccati a difendere le tradizioni. Che cercano di salvare il salvabile.

E i Falchi. Per lo più implumi. Ma che, quando mettono piume ed ali, attaccano con durezza. Per ristabilire l’ordine. Lafferty li paragona all’impero degli Ottoni. E al Fascismo.

Il resto dell’umanità è formato dai “vermi piatti”. Che non capiscono. Che non hanno coscienza. Che sono disposti a subire tutto, pur di sopravvivere…

Lafferty pubblicò il romanzo nel 1970. Esattamente cinquanta anni fa. Ma le immagini vengono da molto più lontano. Da “Il Castello” di Santa Teresa de Avila. Perché lo scrittore era cattolico. E appassionato di mistica. Così ne riprese il, complesso, sistema di allegorie.
Perché la lotta fra le Quattro Razze è eterna. Lotta per entrare nel Castello e imporre un Nuovo Ordine.
Ma nessuna di loro può prevalere. Solo l’Imperatore quando verrà, o meglio tornerà, potrà entrare. E insediarsi nel Castello.

Basta. Non racconto la trama. Non era questo il mio intento.
Piuttosto soltanto indurre a riflettere su quanto ci sta accadendo.
Utilizzando le pagine di un vecchio scrittore eccentrico e dimenticato. E le visioni di un’antica mistica spagnola.


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