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Sembra di essere in un romanzo di Stephen King. Il suo capolavoro: L’ombra dello Scorpione. Una storia che, oggi, ci suona tetramente profetica. Il mondo spopolato da un virus sfuggito da un laboratorio. Pochi sopravvissuti, che si contendono, in spirito e in armi, il futuro del mondo.

Da un lato i buoni, radunati attraverso i sogni da una vecchia che suona il banjo. Dall’altro i cattivi, più numerosi, sedotti, sempre oniricamente, da uno strano Cow Boy, forse l’Anticristo, che vuole instaurare lo Stato Perfetto, al cui controllo niente e nessuno possa sfuggire. Assunto semplice, il bene contro il male, ma sviluppato con rara maestria. E con molte assonanze con il nostro presente. Tranne, ovviamente, per il potere micidiale del virus…

Ma questo, in fondo, non è rilevante. Visto che il terrore diffuso sta ben assolvendo al ruolo di una pandemia molto più grave. E preparando la via ad un, terrificante, Stato Perfetto…

Altra consonanza. Nel romanzo di King gli animali, soprattutto quelli selvatici, sono risultati immuni. E si sono riappropriati di spazi, strade, città vuote di uomini. Così oggi. Mentre gli uomini, terrorizzati, restano barricati in casa, la natura selvatica deborda dalle oasi dove l’avevamo confinata, ad uso di scampagnate del fine settimana…

I post degli ambientalisti radicali si sprecano. Ed esultano. Cinghiali e cervi a passeggio per le città. Uccelli variopinti in ogni luogo. Delfini che risalgono fiumi e nuotano allegri nelle lagune… Bello. Indiscutibilmente. Per alcuni è la realizzazione dell’utopia (masochistica) del mondo senza l’uomo. Visto come un parassita nefasto. Forma di moderno nichilismo sfumato di verde. Leggete il finale della Coscienza di Zeno sveviana. Vi troverete parecchie assonanze…

A me, questo improvviso riapparire della natura selvatica fa, però, pensare a tutt’altro. Ad un mondo remoto, che d’improvviso riaffiora. A uomini capaci di leggere i presagi nel volo degli uccelli o nello stormire del vento tra le fronde. Auguri, druidi… Negli animali vedevano la manifestazione degli Dei. Non per una forma di primitivismo mentale. Piuttosto perché erano in armonia con la Natura. E sapevano leggere il significato delle cose. Il suo linguaggio…

Vi fosse ancora un augure. O un druida. O una sacerdotessa di Diana dagli occhi incantati. Ci potrebbero dire molte cose. Darci l’antidoto per il veleno dello Scorpione. Che è il veleno, tossico e insinuante, della paura.


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